Bardo: battaglia legale contro Costa Crociere

  • STRAGE DEL BARDO

TORINO Oggi, nel giorno dell’anniversario dell’attentato del Bardo, lo studio legale Ambrosio e Commodo, che assiste la famiglia di Antonella Sesino, una delle vittime torinesi, depositerà una domanda di mediazione invitando il tour operator Costa Crociere a risarcire il danno derivante dalla morte della donna, moglie e madre di due figli.

Se Costa Crociere non accetterà la mediazione lo studio legale ha già annunciato che intenterà causa al tour operator perchè «ha sottovalutato il rischio terrorismo, nonostante ci fossero diversi segnali che dovevano indurre Costa Crociere ad evitare la tappa a Tunisi e ancor di più al Bardo», spiega l’avvocato Renato Ambrosio.

Il pool di legali
Lo studio ha messo al lavoro un pool di legali che nel corso delle proprie indagini ha trovato video su Youtube e messaggi twitter in cui la Tunisia e Tunisi venivano minacciate e in cui si paventava un attentato. Segnali di allarme che Costa Crociere avrebbe dovuto tenere in considerazione secondo i legali. «Poco dopo l’attentato, il 20 marzo, Costa Crociere ci ha offerto 150 mila euro – spiega il marito della donna, Lorenzo Barbero - chiedendoci di firmare un documento con il quale ci impegnavamo a non fare azioni legali. Dodici ore prima avevamo visto il cadavere di Antonella. Sconvolti, rifiutammo». Ora i legali chiedono al tour operatore di risarcire la famiglia: «Quel giorno il parlamento tunisino stava approvando una legge contro il terrorismo e il rischio attentati era altissimo. E questo Costa Crociere poteva e doveva saperlo».

REBECCA ANVERSA