Il grande fratello del Fisco

  • Il commento di Maurizio Guandalini

Perché guardi la pagliuzza  che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? E’ lo strabismo che c’è nel fisco a combattere l’evasione. La notizia di queste ore è la tangentopoli fiscale, cioè la corruzione (magistrati, commercialisti, finanzieri) che si davano da fare, a suon di mazzette, ad aggiustare i contenziosi tributari: un giro di 60 miliardi di euro di evasione. Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha brindato perché nel 2015 ha recuperato 14 miliardi e 900 mila euro di evasione fiscale. A noi ci è parsa da subito una cifretta da poco di fronte alla massa enorme di nero. Ci è venuto il dubbio, e qui il dito e la luna, che non si va a colpire, vedi quei 60 miliardi sopra, dove si sa che c’è tanta evasione.  Evadere sarà difficile, ha sbandierato l’Agenzia delle Entrate annunciando ai quattro venti il via all’anagrafe tributaria 2016: entro il 31 marzo le banche, le poste e gli operatori finanziari dovranno riversare al fisco i rapporti finanziari, i saldi e tutti movimenti bancari che gli italiani hanno fatto nel corso del 2015. Pensare tutti questi milioni di numeri nelle mani dell’Agenzia delle Entrate che, per errori, proprio sui numeri, è maestra, fa venire i brividi. Già immagino la valanga di avvisi bonari e di cartelle per chiedere conto…di errori, ma di errori che poi si riveleranno del Fisco.  E’ un dispiegamento di mezzi e di energie inutile, che tartassa i soliti noti o chi le tasse le paga fino all’ultimo cent: state pur certi, chi evade non è rimasto fermo per farsi scoprire nei movimenti del conto corrente o nell’uso della carta di credito.  Un parapiglia informatico da brividi per raccattare quattro euro. E un alert  sugli accessi indebiti, e sul loro maneggiamento,  ai dati fiscali dei contribuenti italiani l’ha lanciato anche l’autorità sulla privacy. Suvvia, in Italia si sa dove c’è da colpire per portare a casa il tesoro di Dongo, dobloni sonanti: ad esempio, perché Equitalia non riesce (per litigiosità, ricorsi che la tirano per le lunghe) a riscuotere crediti per 680 miliardi di euro? Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, rivolgendosi a chi non ha versato la pecunia dopo gli accertamenti, ha evocato un minaccioso  ‘Lato oscuro del fisco’. Roba da thriller.  Già il fisco in Italia è visto male, ma male male, poi se i funzionari dello Stato si mettono l’armatura di Braveheart e  dichiarano a destra e a manca, allora non ci capiamo più niente.  Meglio che parli solo il Governo che farebbe bene e rendere efficaci le sanzioni penali per reati di evasione evitando che cada tutto in prescrizione.

MAURIZIO GUANDALINI, economista e giornalista

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