Ecco la Toyota C-HR SUV compatto, coupé ed ibrido

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AUTO Era l’ottobre 2014 al Salone di Parigi quando Toyota fornì la prima anticipazione della SUV compatto C-HR. Da allora sono trascorsi 18 mesi, durante i quali i giapponesi hanno lavorato per non disperdere il carico di originalità del prototipo: ora la Toyota C-HR ha debuttato al Salone di Ginevra: gli stilisti giapponesi hanno disegnato un tetto molto sfuggente ed una fiancata massiccia, solida, che produce di converso una vetratura laterale tutt’altro che generosa. D’effetto è anche la soluzione riservata alle portiere posteriori della Toyota C-HR, che appaiono quasi mimetizzate nella fiancata: la maniglia d’apertura si trova in posizione molto rialzata e libera così una porzione della fiancata, in maniera analoga a quanto avviene sulle coupé. Il frontale prevede luci a led e richiama le Toyota di ultima introduzione, grazie alla presenza di fari molto allungati. La C-HR adotta sospensioni posteriori del tipo multilink e conta sui più moderni sistemi di ausilio ed assistenza alla guida, fra cui quello che predispone gli apparati di sicurezza nelle frazioni che precorrono un incidente. In opzione sono previsti anche il regolatore di velocità adattativo ed il sistema che gestisce in modo automatico i fari abbaglianti, così da non infastidire chi procede in senso opposto. La Toyota C-HR è una vettura dall’estetica molto originale, ma ci sono elementi d’interesse meccanico: nessun modello concorrente offre un sistema di trazione ibrido, a basse emissioni, che produce una media inferiore a 90 grammi di anidride carbonica per chilometro. L’unica termica ha cilindrata di 1800 cc e si affianca ad un modulo elettrico, per una potenza complessiva di 122 CV: si tratta dello stesso “drivetrain” della Prius. La C-HR può essere ordinata in diverse varianti: a trazione anteriore o integrale oltre che con cambio manuale o automatico. C.Ca.

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