Il primo atto da sindaco: Dichiarare Roma fallita

  • REBUS CAMPIDOGLIO

ROMA La sua candidatura sa di provocazione, così come lo slogan scelto: «Un sindaco contro i romani». Ma l’avvocato Carlo Rienzi, presidente de Codacons, un po’ ci crede davvero.

Può spiegare perché secondo lei dichiarare la Capitale fallita è l’unico modo per fare del bene ai romani?
L’articolo 244 del testo Unico sugli Enti Locali prevede in casi estremi la dichiarazione di dissesto per un comune. Ad Alessandria è successo, e da allora le cose sono migliorate. Roma è un caso estremo: ha un debito di 13 miliardi e conta circa 25 mila dipendenti diretti e 35 mila dipendenti indiretti. Sono troppi e inefficienti. Si va al ministero dell’Interno, si dichiara il dissesto, e in questo caso si crea una sorta di bad company dove mettere in cassa integrazione i dipendenti meno produttivi e si tiene nella good company il personale che lavora.

Ma Roma è già in amministrazione straordinaria, e il commissario per Roma Francesco Tronca ha detto che i dipendenti capitolini sono pochi. Addirittura mancherebbe circa il 30% dei vigili.
Ma non è vero! I vigili che ci sono non controllano le strade, così come i dipendenti di Ama restano negli uffici. Se quest’ultimi lavorassero, non dico tutti i giorni, ma un giorno sì e uno no per spazzare le strade, avremmo la città più pulita del mondo. Poi ci meravigliamo dei topi che scorrazzano.

Cioè?
Se le strade restano sporche, con resti di qualsiasi tipo, compresi gli scarti alimentari, i ratti mangiano tanto e bene.

Poniamo il caso che lei sia eletto sindaco. Come pensa di risolvere i problemi del traffico e del trasporto pubblico locale?
Il secondo aspetto si risolve con la dichiarazione di dissesto. Il primo tema invece va aggredito. O i romani si convincono che l’auto va lasciata a casa, oppure si dovranno rassegnare a respirare in una città destinata a essere inquinata come Pechino.

E come li convince a lasciare l’auto a casa?
Facendo pagare l’ingresso con l’auto privata in centro, piazzando telecamere intelligenti che multano le auto in doppia fila, e investendo i soldi delle contravvenzioni nel traporto pubblico.

Bisognerebbe pure incentivare l’uso dei mezzi pubblici...
Nel mio programma prevedo che dalle 8 alle 9 e dalle 17 alle 18 i mezzi pubblici siano gratuiti, invogliando i romani ad andare al lavoro senza inquinare con i loro veicoli privati.

Molto fantasioso. C’è un altro problema, riemerso in questi giorni dopo qualche acquazzone: le strade colabrodo.
Sono un altro aspetto della gestione assurda di Roma. Prima, con Mafia Capitale, qualche buca e qualche tombino venivano anche riparati, anche se poco e male. Ora, come ha deto anche il commissario Tronca, hanno tutti paura di assumersi la responsabilità di un qualsiasi appalto o affidamento. Credo che una buona ricetta sia il decentramento amministrativo. Devono essere i Municipi a gestire le risorse e a intervenire direttamente per questo tipo di interventi

Lei sa che non diventerà sindaco, ma se prendesse abbastanza voti, farebbe il consigliere comunale? E non sarebbe un conflitto di interessi?
Io non sono così pessimista. Sul sito del Codacons stiamo riscuotendo molti consensi. E non credo che sarei in conflitto di interessi, perché lavorerei per il bene di Roma. Ma farei il consigliere solo se la lista che mi sostiene prendesse voti sufficienti a far entrare un numero decente di consiglieri, altrimenti rinuncerei.

Allora azzardiamo. Lei farà il sindaco. Ci dice qualche nome degli assessori che vorrà in Giunta?
All’ambiente ci sarà il professor Livio Giuliani, tra i massimi esperti di inquinamento elettromagnetico. Assessore ai Giovani sarà la dottoressa Florinda Maione, esponente della Società italiana di intervento contro le patologie compulsive, perché i giovani romani sono sempre più schiavi della ludopatia e della dipendenza da alcool e droghe.

PAOLO CHIRIATTI

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