Ennesimo botto per M'baye Niang

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MILANO  L’attaccante del Milan, M'baye Niang, dovrà restare fuori due mesi per i postumi dell’incidente d’auto avuto sabato notte vicino a Legnano. La dinamica del botto è ancora tutta da chiarire. Secondo alcune fonti, il giocatore sarebbe stato sottoposto all’alcol test (una prova che si fa solo a chi è al volante), tuttavia il giocatore non può guidare perché la sua patente è sospesa per tre anni e deve girare con l’autista.

Del resto, era stato lui stesso in mattinata a twittare che lui e l’autista stavano bene; nel pomeriggio, “per mettere fine alle chiacchiere”, ha ammesso che in auto con lui c’era anche una ragazza. In effetti, nei registri del 118 risulta che sabato a San Vittore Olona è stata soccorsa una 23enne  straniera su  un’auto di grossa cilindrata, ricoverata in codice giallo. Del nome di Niang pur ferito e soccorso, invece, non v’è traccia, né compare quello di un autista.

Quello tra Niang e le auto è un rapporto difficile, iniziato nel 2012 quando, minorenne, fu fermato a Milano al volante di una Ferrari e disse ai vigili di essere Traorè. La vicenda si chiuse senza conseguenze.

Conseguenze ce ne   furono invece a  febbraio 2014  in  Francia, quando giocava nel Montpellier. Allora, sempre su  una Ferrari e sempre senza patente (che gli era stata ritirata), colpì 4 veicoli,  ferì 8 persone e si schiantò contro un albero. Quindi  fuggì a piedi.

Ci vollero un compagno di squadra “spione”  e 4 giorni di fermo di polizia per “convincerlo” a confessare che era alla guida. Il giudice lo condannò a 18 mesi  (con la condizionale) e gli sospese la patente per tre anni. Da qui il divieto di mettersi alla guida. ANDREA SPARACIARI

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