La coscienza del selfie

  • Claudio Camarca

La notizia. “Studenti napoletani escono da scuola e si trovano davanti la scena di un crimine. Il corpo di un loro compagno sepolto in una fossa. Tirano fuori il cellulare e scattano selfie”. Punto. L’articolo si costruisce attraverso sapide interviste a sociologi e psicologi. Discettano intorno alla barbarie dei tempi presenti. Citano la frase dello scrittore, filososo e semiologo Umberto Eco sull’imbecillità, di gran moda ora che è morto.
Puntano l’indice sul web e notano “en passant” la mancanza dei veri valori. Poi, passano ad altra intervista offrendo il profilo migliore alla camera a spalla. Fermi nel prender le distanze da questa gioventù orrifica.
Noi adulti che scaliamo la marcia davanti all’incidente. Eccitati nel divano di casa mentre alla televisione intervistano assassini rei confessi. Guardoni del porno via internet. Sordi alle grida dei migranti annegati. Integerrimi nello scacciare il mendicante al semaforo. E accoglienti con la badante, pagata in nero, prona a nettare le feci dei nostri vecchi genitori ai quali nemmeno rispondiamo al telefono. Siamo noi i padri e le madri del ragazzino che digita selfie davanti al compagno di banco sparato alla testa. Gli irresponsabili che a milioni violentano bambine scovate per gli svincoli autostradali.  

Noi adulti eccitati nel divano di casa mentre alla tv intervistano
assassini rei confessi. Siamo noi
i padri e le madri del ragazzino che fa selfie davanti al compagno morto.

Le corrive figure dalle labbra a canotto e liposuzionate. E i cocainomani alcolizzati del venerdì sera. Siamo lo stampo nel quale crescono i nostri figli. Che si difendono come possono. Prendendo le distanze. Azzerando i sentimenti nella speranza di non rimanere delusi dal tradimento quotidiano.
Avrebbero un gran bisogno di qualcuno che fosse capace di illuminare il cammino. Servendosi anche di un mozzicone di candela.
Un lucore fioco intorno al quale stringersi. Nella bufera alzata dal vento, con una Luna tratteggiata rimasta niente più che una falce. O il sorriso dello stregatto.

 

CLAUDIO CAMARCA
regista e scrittore

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