L'Italia #cambiaverso Siamo proprio sicuri?

  • Massimo Blasoni

Intervenendo lunedì scorso ai lavori della commissione Affari economici e finanziari del Parlamento Europeo, Mario Dragi ha rivendicato come circa la metà della ripresa degli ultimi due anni sia stata determinata dalla politica di stimolo della Bce. «L'altra metà della crescita del Pil della zona euro - ha aggiunto - è stata dovuta al basso prezzo del petrolio. È sempre più chiaro che i governi dovrebbero sostenere questa ripresa con investimenti pubblici e una tassazione più bassa».

Nell’Unione Europea gli investimenti pubblici sono infatti calati di 47,7 miliardi rispetto ai massimi registrati nel 2009 (454,9 miliardi). Un dato ancora più marcato nell’area euro: dai 337,7 miliardi del 2009 si è passati ai 275,3 miliardi del 2014. In termini reali siamo quindi tornati ai valori del 2005, con investimenti pubblici pari 2,9% del Pil nell’Unione Europea a 28 (rispetto al 3,7% del 2009).

In casa nostra il taglio appare ancora più vistoso. Nel 2009 gli investimenti pubblici ammontavano infatti a 54,1 miliardi ma negli ultimi cinque anni questi sono scesi a 35,6 miliardi, con un calo del 34,1%. Tradotto su basi relative, l’Italia spende ora solo il 2,2% del Pil per investimenti pubblici, con un calo dell’1,2% rispetto al 2009. Si tratta del valore più basso fatto registrare dal 2004 ad oggi. Il calo della spesa in rapporto al Pil ci vede appaiati alla Grecia (in ripresa comunque rispetto al 2013) mentre sul fronte della spesa pubblica per investimenti peggio di noi hanno fatto solo Spagna (-33,3 miliardi), Cipro, Portogallo, Croazia, Irlanda, Romania, Estonia e Repubblica Ceca. Al contrario Germania, Francia e Gran Bretagna vantano un indice di investimenti rispetto al Pil migliore delle medie europee.

Le parole di Draghi mettono il dito nella piaga della mancata crescita economica del nostro Paese. Da noi si continua infatti a voler seguire una ricetta tanto logora quanto perdente: ostacolare lo sviluppo delle imprese, tagliare gli investimenti pubblici, rinviare sine die ogni azione politica di spending review (nonostante da tempo siano stati ben individuati i centri di spesa da eliminare) e consentire un aumento costante incontrollato della spesa pubblica corrente. Siamo davvero sicuri che con Renzi l'Italia #cambiaverso?

MASSIMO BLASONI

Imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro

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