#WakeupRoma! Non abituiamoci al degrado

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ROMA. Se si vive in un ambiente degradato e abbandonato, prima o poi ci si abituerà, non si farà più caso al disfacimento e noi stessi vi contribuiremo accettandolo supinamente. Ecco perché il decoro urbano non è “l’ultimo dei problemi”, come in molti ritengono, e bisogna rimboccarsi le maniche. È questo il punto di vista dal quale la rete Retake è partita per organizzare una giornata di risveglio cittadino, il 12 marzo, con “WakeUp Roma”.  
«Dobbiamo dimostrare di meritarci di essere cittadini della Capitale più bella del mondo». A parlare è Simone Vellucci, presidente di Retake

Presidente, non c’è il rischio che vi sostituiate alle istituzioni? In fondo paghiamo le tasse e dovrebbe essere l’Ama a pulire la città.
Laddove ci sono cittadini con un più grande senso civico le istituzioni sono spronate a lavorare meglio. Non c’è una ritirata ma una collaborazione. Per un’amministrazione pubblica Retake può essere un’opportunità o un incubo. Noi non vogliamo sostituirci a chi per legge è preposto a svolgere un determinato servizio ma vogliamo essere da sprono. L’anno scorso lanciammo una campagna di pulizia per una fontana monumentale a Labaro, abbandonata. Invitammo anche le istituzioni e ora su quell’input partono i lavori per il restauro.

Perché avete scelto di concentrarvi sul decoro urbano?
Perché non dobbiamo abituarci alla sciatteria e alla bruttezza. Se lo facciamo, poi le cose andranno sempre peggio. Ripartiamo da qui per far scattare di nuovo l’orgoglio di sentirsi cittadini di Roma.

Sembra un programma politico.
Lo è, nel senso alto del termine politico. Noi dialoghiamo con i partiti ma siamo un’altra cosa.

Come si diventa volontario di Retake?
Seguendo la nostra pagina su Facebook, trovando gli appuntamenti più vicini a casa e partecipando. Basta un click e presentarsi all’appuntamento, o proporre un’azione sempre attraverso internet o attraverso il gruppo di quartiere. Tutto qui. Anche togliere adesivi incollati a una fermata dell’autobus fa bene. Fa scattare dentro un senso di appartenenza molto forte, alla comunità dei cittadini e alla città stessa. E si getta un seme per far rifiorire la città».

STEFANIA DIVERTITO

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