Buona scuola Ko riconosciuto

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 ROMA. “Ne sono certo: la scuola è ripartita”. Parola di Matteo Renzi. Eppure, a guardare bene, questa sicurezza del premier non è corroborata dai fatti. Il fallimento, ammesso dal governo stesso, delle assunzioni in fase C non è un errore di percorso, che - sempre a detta del Premier -  sarà superato: “Ci vorranno tre anni per avere una scuola normale”. La stabilizzazione di insegnanti di cui la scuola italiana forse non aveva bisogno (alcuni dei quali, tra l’altro, non avevano mai insegnato) è un problema che dovrà essere risolto in maniera strutturale. Ha un bel dire la ministra Giannini che “le riforme non si fanno schiacciando un bottone, dobbiamo chiedere ai dirigenti scolastici di assumersi le loro responsabilità per far sì che l'arma del potenziamento, l'inglese rafforzato, l'informatica alle elementari, diventi uno strumento potente”. I presidi avevano già chiesto gli insegnanti che sarebbero serviti per il potenziamento delle proprie scuole, passando per il collegio docenti. Il fatto è che dal ministero, poi, ne hanno mandati infischiandosene (e non avrebbe potuto fare altro) delle richieste. E il prossimo anno le cose non cambieranno perché l’organico complessivo sarà quello. Uno dice, però, c’è il nuovo concorso. Ecco, anche qui, non è che per il governo vada meglio. Il concorso, previsto più di due mesi fa, è al centro della polemica: primo per il ritardo; secondo perché sul test in inglese il ministero ha annunciato una cosa e poi è tornato indietro; terzo, ma non ultimo: le proteste di quei (ancora) precari che certamente avrebbero più diritto di essere stabilizzati di tanti docenti in fase C.

T.S.

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