Una coppia alla deriva nella tempesta della vita

  • Libri/Isabelle Autissier

INTERVISTA Se sei la più grande navigatrice di tutti i tempi, la prima ad aver fatto il giro del mondo in barca a vela in solitaria, se sei sopravvissuta a un naufragio, forse puoi capire più di chiunque altro cosa significhi andare alla deriva in barca in un luogo deserto e provare a sopravvivere. Nell’ultimo romanzo di Isabelle Autissier, “L’amore quando tutto è perduto” (Rizzoli, p. 206, euro 17) un ragazzo e una ragazza, una coppia che si ama, partita per fare il giro del mondo, si trova a tu per tu con la natura selvaggia ma anche con le proprie paure e fragilità, che mettono a dura prova il loro amore.

Quando ha scoperto le sue doti di scrittrice?
Ho sempre scritto le mie avventure. È stato il mio editore a propormi di fare romanzi. Ha intuito che nelle cose che scrivevo c’era anche materia narrativa.

Questa è una storia immaginaria ma parla di qualcosa di molto concreto: una giovane coppia che naufraga nei pressi di Capo Horn.
Volevo far vedere che cosa succede all’amore in difficoltà estreme e anche che rapporto instaurano con la natura due ragazzi parigini abituati a vivere con tutte le comodità.

Lei si è trovata a naufragare da sola. Essere in due è piu facile?
No. Tecnicamente hai più difficoltà ma devi rapportarti solo con te stessa. Con un altro è più difficile. Quello che mi interessava era far vedere la dinamica che si sprigiona.

Qual è il sentimento dominante?
Non ce n’è uno solo: si passa dall’amore all’odio, dall’egoismo alla solidarietà. Non è mai tutto bianco e nero.

La donna è più debole o più forte?
Fisicamente più debole ma psicologicamente più forte e infatti riesce a sopravvivere. Questo perché è più agguerrita, dato che nella vita ha dovuto superare più difficoltà di lui. Così lei si attacca a qualsiasi cosa, non molla mai.

È il segreto anche della sua vita?
Sì, ma più che in mare bisogna farlo a terra. La cosa più difficile infatti è trovare il denaro, una barca, allenarsi, superare tutti i problemi. Per me, alla fine la vera difficoltà è stata la partenza, non la navigazione. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife