Si tolgono ore a Marx per accompagnare gli alunni in fabbrica

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SCUOLA Nascono comitati per la salvaguardia della lezione curricolare. Quella, per intenderci, che si svolge in classe, docente e alunni. La lezione curricolare corre un serio rischio d’estinzione, da tempo sopraffatta da olimpiadi e concorsi di ogni disciplina, di coding, di giornalismo… Schiacciata all’angolo da orientamento in entrata e in uscita, meeting, conferenze, progetti, lezioni divulgative di ogni sorta, visite didattiche in ogni dove. La stoccata finale le verrà inferta dall’alternanza scuola-lavoro. Alla quale saranno destinate almeno 400 ore negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali e almeno 200 nei licei, in larga parte sottratte alla didattica curricolare. Al posto della quale si faranno simulazione d’impresa ed esperienze di lavoro (non retribuito) in aziende pubbliche e private. Certo, per chi frequenta un istituto tecnico o professionale un raccordo delle attività didattiche con il mondo del lavoro può essere opportuno.

Un liceale, però, è in genere intenzionato a proseguire gli studi e non va a scuola per “imparare un mestiere”. E comunque il primo obiettivo dell’istruzione, a prescindere dalla tipologia e dall’indirizzo degli studi, è di formare cittadini.  Che poi diventeranno anche ottimi lavoratori e magari esperti d’azienda, grazie alla versatilità acquisita sui banchi di scuola attraverso una preparazione seria e multidisciplinare. Ancora una volta, invece, si sceglie di comprimere i contenuti a vantaggio di pratiche che strizzano l’occhio all’impresa e al profitto (non a quello scolastico, però). Si tolgono ore a Marx per accompagnare gli alunni in fabbrica. E il mercato ringrazia.

 

CRISTIANA BULLITA

 

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