Auto ecologiche, servono incentivi adeguati

  • Mobilità

L’inversione di tendenza nel mercato italiano dell’automobili vista nel 2014, con una crescita superiore al 4%, ha trovato conferma nel 2015: le vendite sono cresciute del 15,7%. Per quanto, rispetto al 2007 (massimo storico di sempre), quando la crisi economica sembrava ancora lontana, si sono persi oltre 915 mila veicoli. 

Anche perché proprio la crisi ha in grande parte determinato il sistematico rinvio della sostituzione dell’auto. Dopo sei anni di grave difficoltà, la stasi che non poteva durare ancora a lungo: molti italiani sono stati spinti a cambiare auto perché ormai in possesso di un veicolo non più affidabile e a rischio di costose riparazioni. Nuovi modelli, sconti e radicamento sul territorio dei concessionari (quelli scampati alla crisi) hanno fatto il resto.

Per i patiti delle statistiche si potrebbe ricordare che si sono vendute 2.470 auto in più del remoto 1984, mentre per gli amanti delle previsioni azzardare che, a meno di lauti incentivi, gli oltre due milioni di nuove immatricolazioni all’anno rimarranno un lontano ricordo.

Il problema dell’anzianità del parco circolante italiano – 35.420.000 auto, di cui oltre un terzo Euro 4, oltre un quarto tra Euro 2, Euro 1ed Euro 0, seguiti dal 19,3% di veicoli Euro 3, dal 18,9% Euro 5 e solo dall’1,1% del più recente e pulito Euro 6 – rischia quindi di non trovare veloce e adeguata soluzione.

La cosa merita ancor più attenzione se ci si sofferma sulle vendite suddivise per tipo di alimentazione.

Nella ripresa generale, infatti, le auto più ecologiche come ibride ed elettriche sono cresciute rispetto al 2014 del 21,5% e del 31,5% ma non si sono distaccate molto da quelle alimentate con diesel e benzina che hanno segnato rispettivamente +16,6% e (addirittura) +24,8%. Mentre non è andata bene per le automobili alimentate con carburanti alternativi: - 3% per quelle a GPL e -13,1% per quelle a metano.

I motori diesel e benzina sono molto migliorati in termini di efficienza e contenimento delle emissioni, tuttavia, in assenza di incentivi adeguati i (normali) consumatori scelgono l’auto per loro più conveniente; non è detto però che questa sia la meno dannosa per l’ambiente e per l’aria delle nostre città.

@ilFrancoTirator

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