Expo: Sala difende le sue cifre

  • Expo

MILANO Un fuoco di fila di domande che non hanno convinto gli scettici né scalfito le certezze dei sostenitori. Si è risolta così ieri l’attesa audizione di Beppe Sala in commissione Expo a palazzo Marino. Presente il sindaco Pisapia  che alla fine commenterà “Non sono preoccupato. Mi sembra emerga un livello di non passivo (in bilancio, ndr) anche in prospettiva”.

Da parte sua, Sala ha ribadito che: “Il patrimonio netto finale è positivo per 14 milioni”, sottolineando come “la previsione di chiusura positiva dell’intera attività della società si deve a una gestione oculata che ha permesso di far fronte alla riduzione dei contributi previsti che il progetto ha subito, chiudendo con investimenti pari a 1241 milioni”.

Una cifra che comprende le opere del sito, gli interventi esterni (Vie d’Acqua), oneri capitalizzati, residui valori sulle transazioni in essere. Tutte transazioni “in corso di verifica dell’avvocatura e di Anac”, ha detto.  

Sala ha ridato le cifre comunicate dopo il cda del 18 gennaio, sottolineando il buco da 102 milioni dovuto al mancato contributo della Camera di Commercio per 58,6 milioni e ai mancati rimborsi per le spese aggiuntive per sicurezza (14,1 milioni), volontari (7,1 milioni) e aree parcheggio aggiuntive.

Il manager ha quindi spiegato che i fondi risparmiati con le Vie D’Acqua – e che Pisapia aveva invitato a utilizzare per il Seveso, circa 27 milioni – non sono stati usati per il fiume perché dirottati per sanare i maggiori costi di Padiglione Italia.

Ai consiglieri che incalzavano sugli extra costi, Sala ha risposto che questi “valgono fra 50 e 60 milioni” e che non vi è alcun pericolo per il bilancio. Tra le domande spinose, anche quella su Lucchi, l’architetto che ha sistemato la casa di Sala al mare (regolarmente pagato), ma che ha ricevuto commesse per Expo: “Non ci sono altri casi De Lucchi” ha detto Sala. In serata è arrivata la notizia delle dimissioni di Diana Bracco dalla presidenza di Expo spa. METRO

Articoli Correlati

Expo sarà un mix di parco e strutture scientifiche

Il parco diffuso è la novità svelata dall’ad di Arexpo Bonomi. I lavori dureranno 10 anni, Technopole e Unimi le prime strutture a partire

Confalonieri promettetempi rapidi per il post Expo

Il delegato del Sindaco traccia il bilancio dell'Esposizione, ammonisce a non dimenticare il malaffare e parla del futuro del Sito

Il doggy bag obbligatorioLo vogliono i giovani europei

Presentata oggi la carta contro lo spreco alimentare