Affittare "tutto compreso" con tanto di colf, aiuti e visite di cortesia

  • Servizi per l'abitare

SERVIZI Trovare casa, e assistenza personale, al di fuori del mercato “libero”: oggi, ormai, sulla scorta degli esempi di welfare nordeuropei, è pratica abbastanza diffusa anche in Italia. Lo dimostrano i progetti di cohousing e di housing sociale, che vedono l’intervento di pubblico e privato sociale (un nome per tutti: Fondazione Cariplo) e prevedono spazi condivisi e costituzione di comunità residenziali per aiutare la fascia di popolazione in stato di disagio economico.
Ma non è tutto. A Milano si è costituita l’impresa sociale “Abitare leggero” (www.abitareleggero.org), formata dalla Cooperativa sociale Eureka, da Gadola Manutenzione e Servizi e dal Laboratorio di Architettura Rosellini & Partners. Funziona così: l’impresa prende in gestione “blocchi” di appartamenti (per ottimizzare i servizi), li ristruttura eliminando le barriere architettoniche e li predispone per l’affitto tipicamente a “senior” abbastanza benestanti ma soli, o privi di rete famigliare, ai quali garantisce servizi quali manutenzione, colf, assistenza alla spesa e alla gestione amministrativa, visite di cortesia, socializzazione, il tutto a portata di un unico numero di telefono. Si tratta, dice a Metro Walter Prati, coordinatore, «di una forma di welfare ispirata a esperienze olandesi e danesi». Per ora, a Milano, sono stati presi in gestione 12 appartamenti sui 60-70 mq in zona Fiera e San Siro (via Fauché e via Anguissola). I costi, per l’inquilino, si aggirano sui 1.100 euro mensili, comprensivi di canone e servizi-base (più spese condominiali). Il vantaggio per proprietari e inquilini è avere un solo interlocutore: che riqualifica l’immobile e eroga servizi.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza