Scuola dell’Infanzia ancora Statale? No. Sì. Forse…

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SCUOLA Roma, sede nazionale PD. 19 novembre scorso. Partecipo come dirigente Associazione Nazionale Docenti all’incontro sul “Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni” comma 181 lettera e) legge 107/15. Delega in bianco per la Scuola dell’Infanzia Statale che desta preoccupazione tra gli insegnanti, e non solo. Al tavolo di confronto siedono la senatrice Puglisi e altri del Governo, associazioni Genitori, responsabili Nidi e Scuole dell’Infanzia comunali, paritarie e private, delegati sindacali. E in rappresentanza dei docenti di ruolo nella Scuola dell’Infanzia Statale siamo in due. Iniziamo, e ognuno ha necessità di perorare cause di categoria…sono impaziente, voglio parlare. Dire che la Scuola dell’Infanzia Statale è per i bambini “la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura in coerenza con i principi di pluralismo culturale e istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea”.

Che esiste un sistema formativo integrato 3-14 anni, una “scuola unitaria di base” sancita dalle Indicazioni Nazionali 2012 che prende in carico i bambini dai tre anni e li guida fino al termine del primo ciclo di istruzione riportando i molti apprendimenti che il mondo oggi offre entro un unico percorso strutturante. Che i docenti dell’Infanzia sono professionisti laureati e competenti come gli altri ma discriminati dalla legge 107. Che per le famiglie siamo il primo baluardo dell’istruzione italiana con tutti gli onori e gli oneri connessi. Vorrei chiedere: perché “strappare” la Scuola dell’Infanzia Statale dal percorso d’istruzione in atto pensandola un servizio a gestione regionale/comunale con quota capitaria delle famiglie? Ora è un'ottima scuola   gratuita. Riesco in parte nel mio intento. Poi tante parole -alcune tendenti a rassicurare- ma che la Scuola dell’Infanzia Statale resterà tale e parte integrante del sistema d’istruzione 3-14 anni, come da legislazione vigente, non è ancora chiaro ed esplicito. E il sì deve essere scritto “nero su bianco”.

 

MARINA CASTELLI
Insegnante Scuola Infanzia Statale

 

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