Confalonieri promette tempi rapidi per il post Expo

  • Expo

MILANO «Expo è stato un grande successo per Milano che rischia di essere triturato nella bagarre elettorale». È la preoccupazione principale di Gianni Confalonieri,  subcommissario delegato Expo del Comune, in pratica colui che ha gestito il pre, il durante e – forse – post Expo per conto del Comune. A lui abbiamo chiesto un bilancio dell’Esposizione e come vede il futuro del Sito .

Come descriverebbe cosa è stato Expo a un marziano?
Al di là del successo per il numero di persone e per le previsioni economiche superate, credo che Expo abbia confermato Milano come una città con  straordinarie capacità di guardare il futuro.

Pochi pensavano possibile un evento del genere!
Se si pensa che la preparazione all’evento, iniziata qualche anno prima, è avvenuta durante la più grande crisi economica moderna, con lo spread a 500, sotto 4 governidiversi, due giunte regionali, la questione morale esplosa in corso d’opera… insomma: Milano ha dimostrato di essere una città in grado di realizzare cose inimmaginabili.

Molti nutrono dubbi sul bilancio di Expo, per M5s è come il segreto di Fatima, mentre Salvini ha accusato Sala di aver lasciato un buco da 800 milioni!
Fin dall’inizio siamo stati accompagnati da un clima di diffidenza, dal pregiudizio mediocre per il quale: “I grandi eventi sono appannaggio dei grandi interessi”. Poi Expo ha vinto sul piano della percezione della gente e dei paesi partecipanti. Ora deve vincere sul piano del bilancio crudo. Non è materia mia, ma così come ero certo che i 20 milioni di visitatori sarebbero arrivati e tutto avrebbe funzionato, ora posso scommettere che il bilancio finale sarà positivo anche come numeri.  Aspettiamo che la Società faccia le sue verifiche.

Teme che Expo diventi tema elettorale?
Ho sempre tentato di evitare le interferenze degli interessi politici nel lavoro di preparazione, troverei tafaziano che ora Expo sia utilizzato in campagna elettorale.

Prima il sospetto, poi l’entusiasmo che ha “dimenticato” il malaffare, che però c’è stato.
Non si deve dimenticare che Expo sia stato accompagnato da infiltrazioni del malaffare economico e criminoso. Né va dimenticato - perché uno dei veri lasciti - che in corso d’opera e non dopo, si è riusciti a neutralizzarlo, grazie al Protocollo di legalità preparato dal Comune.

Passiamo al post Expo...
L’elemento più importante è come si svilupperà il sito. A questa domanda già nel 2012 si dava una risposta con Accordo di programma che bloccava ogni speculazione. Il disegno c’era. Oggi siamo entrati nelle proposte: Campus universitario con 7 facoltà scientifiche, poi il polo scientifico proposto da Renzi che sarà solo un pezzo del sito e la cittadella dell’innovazione di Assolombarda.

Chi gestirà questa grande trasformazione, Arexpo? Il governo ci entrerà?
Il governo ha già fatto il decreto che stanzia 50 milioni entro il 2015, ora serve quello che fisserà i modi con i quali l’esecutivo entrerà in Arexpo che, a quel punto dovrà trasformarsi da società che doveva limitarsi a vendere le aree, in società che dovrà governare la grande trasformazione del sito. Le istituzioni sono concordi. Per il 2017 ci piacerebbe che iniziassero i lavori. Intanto pensiamo anche a far rivivere ciò che c’è già (Palazzo Italia, Children Park, Albero della vita, Lake Arena, Cascina Triulza), nei primi mesi del 2016 faremo un bando per la loro gestione e le attività dovrebbero iniziare già ad aprile. ANDREA SPARACARI

Articoli Correlati

Expo sarà un mix di parco e strutture scientifiche

Il parco diffuso è la novità svelata dall’ad di Arexpo Bonomi. I lavori dureranno 10 anni, Technopole e Unimi le prime strutture a partire

Expo: Sala difende le sue cifre

Durante la commissione a palazzo Marino il manager illustra i bilanci ed esclude future sorprese. Pisapia: "Non sono preoccupato"

Il doggy bag obbligatorioLo vogliono i giovani europei

Presentata oggi la carta contro lo spreco alimentare