Noi studenti ci battiamo per una scuola che dia futuro

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SCUOLA Quando si parla di “Buona Scuola”si parla anche delle mobilitazioni studentesche. I mezzi d’informazione spesso non hanno colto la domanda fondamentale: perché agli studenti non piace la Legge 107? Il piano di “alternanza scuola-lavoro”, tanto pubblicizzato dal Governo Renzi come soluzione alla disoccupazione giovanile, secondo noi è una farsa. Infatti, ancora nessuna tutela è riconosciuta agli studenti che, verosimilmente, andranno a creare una massa di manodopera a bassissimo costo per le aziende.

Rischio sfruttamento

Sei imprenditori sono stati recentemente arrestati dalla Finanza perché 2.700 studenti lavoravano in condizioni di sfruttamento. Finché nella “Carta dello Studente” non verranno riconosciuti un salario minimo e un numero massimo di ore di lavoro giornaliere, e finché non verrà introdotta una collegialità nella scelta delle imprese - per ora tutto è a discrezione del preside - noi non smetteremo di lottare. Il potere attribuito ai dirigenti scolastici andrà poi a creare delle scuole “di serie A” e “di serie B” poiché, ridotti drasticamente i fondi statali, le scuole avranno la facoltà di cercare finanziamenti da imprese e famiglie.

Scuole a due velocità

Viene da sé che un istituto di periferia avrà disponibilità economiche ridotte rispetto a un istituto del centro, se queste dipendono dalla ricchezza pro-capite di un territorio. Il rischio è che le disparità, già così evidenti nella scuola italiana, aumentino piuttosto che essere contenute. Non per nulla l’abbandono scolastico è al 17%, chiaro indice del fatto che l’articolo 3 della Costituzione non è adempiuto, e che i tagli che da anni vengono mossi nei confronti dell’istruzione pubblica (ulteriori 600 milioni in meno previsti nel ddl Stabilità 2015) abbiano prodotto emergenze in settori  come lo stato degli edifici scolastici e livelli di alfabetizzazione degli studenti.

Ancora tagli ai finanziamenti

Parallelamente, nella legge di Stabilità si stanziano 2,3 miliardi per l’acquisto di navi militari. Al di là degli slogan, si sta lasciando morire la scuola. Contro tutto questo continueremo a rivendicare il diritto di poterci costruire un futuro dignitoso, per una scuola attenta agli interessi e ai bisogni delle persone e non delle aziende, che sia gratuita e accessibile a tutti.

COLLETTIVO DEL LICEO SCIENTIFICO NOMENTANO (ROMA)

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