Applichiamo all'istruzione l'effetto termostato

  • Scuola

SCUOLA L’ecologia, considerata in senso lato, è lo studio delle interrelazioni tra gli elementi di un ambiente, il cui equilibrio dipende dal grado di funzionalità reciproca o di complementarietà di quegli stessi elementi. La forma più importante di funzionalità reciproca è l’opposizione. Infatti, una cosa è buona nella misura in cui esiste una forza opposta che la controlli. Tale principio è stato felicemente intuito dai primi filosofi, che vedevano nella lotta dei contrari la legge segreta del mondo, e attuato nella dialettica politica di ogni Paese a regime parlamentare, attraverso il ruolo delle opposizioni. Un chiaro esempio di complementarietà opposizionale è offerto dal termostato, il dispositivo che rende più freddo un ambiente caldo e più caldo uno freddo.

Prediligere la lentezza della riflessione

Se il progresso intellettuale e culturale della società procede per argomenti e controargomentazioni, la funzione che dovrebbe avere l’istruzione è quella di far scattare la controproposta, agendo proprio come un termostato. La scuola dovrebbe essere innovatrice quando la società resta impastoiata nella tradizione e dovrebbe essere tradizionalista quando l’ambiente è fortemente innovativo. Oggi dovrebbe prediligere la lentezza della riflessione alla velocità dell’automatismo. E invece l’istruzione si aggancia a quel dinamismo ipertecnologico che è già la cifra della nostra civiltà meccanica. La concezione termostatica dell’istruzione di Neil Postman è fortemente inattuale. E come tale può essere efficace antitesi a certa pedagogia di tendenza che spaccia per progresso ogni innovazione educativa, soltanto perché moderna o diversa rispetto al passato.

CRISTIANA BULLITA

Articoli Correlati

Scuole a rischioper i terremoti

Allarme Corte dei Conti e Codacons sugli edifici non adeguati

A scuola senza pauracon i consigli di Telefono Azzurro

L'associazione da sempre impegnata nella tutela dei minori ha stilato un vademecum dedicato agli studenti per affrontare al meglio il ritorno tra i banchi

"Servono più concorsiper non avere cattedre vuote"

Intervista al presidente dell'Associazione nazionale dei presidi