Usare la testa La vera autonomia

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COMMENTO. Se compito della legge è distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, compito di un docente è riflettere anche sul valore di esperienze come le Occupazioni. Si cresce andando "contro" le regole dell’adulto, rendendosi autonomi anche a prezzo di errori? "Minorità intellettuale - diceva Kant - è l'incapacità di servirsi dell'intelletto senza la guida di un altro”. E prima di affermare che si deve esercitare la libertà di critica anche alle pratiche civili, lancia il suo noto imperativo: sapere aude! Perché l’audacia è nella libertà del sapere, nell’uso consapevole del proprio intelletto. Non è audace, ma sensato, pensare che l’autogestione possa essere un’esperienza alternativa in cui, alla consueta dipendenza dagli adulti, gli studenti sostituiscano un’autonomia di saperi e di azioni.

Le autogestioni possono essere l’occasione per rileggere, seduti a terra nei corridoi, quel Seneca che, scoperto con l’insegnante, ha bisogno di un approccio personale, o per organizzare corsi sui movimenti giovanili e capire il senso della lotta studentesca. Possono anche trasformarsi in uno stanco rituale. E allora perché non accogliere l’idea di cogestioni dinamiche, in cui il docente non si ponga come auctoritas ma come coprotagonista per un confronto sano, non togliendo all'autogestione i tempi e gli spazi che gli alunni rivendicano?

BARBARA GIZZI

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