Il lavoro un miraggio per i laureati italiani

  • Giovani e lavoro

LAVORO. In Italia, rispetto alla media degli altri Paesi Ocse, ci sono ancora pochi laureati e quei pochi trovano con difficoltà un lavoro. Lo si evince dal Rapporto “Education at Glance” elaborato dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. «Si prevede che in Italia solo il 42% dei giovani si iscriverà ai programmi di istruzione terziaria, la minore quota d'iscrizione rispetto all'insieme dei Paesi Ocse, dopo il Lussemburgo e il Messico», afferma il Rapporto, secondo cui «nel complesso il 34% dei giovani italiani dovrebbe conseguire un diploma d'istruzione terziaria, rispetto a una media Ocse del 50%». L'Ocse dà atto all'Italia di aver compiuto «progressi importanti» nel rafforzamento dei programmi di istruzione a ciclo breve professionalizzante, che preparano gli studenti a un rapido ingresso nel mondo del lavoro.  

Non solo colpa della crisi 
L'Ocse, nel rapporto presentato oggi al Miur, afferma che nel 2014 solo il 62% dei laureati tra i 25 e i 34 anni era occupato in Italia, 5 punti percentuali in meno rispetto al tasso di occupazione del 2010. «Questo - affermano gli esperti Ocse - è un livello paragonabile a quello della Grecia ed è il più basso tra i Paesi dell'Ocse.  La crisi economica del 2008-2009 non è l'unico fattore che spiega la scarsità  di lavoro: secondo l'Ocse spesso i titoli di studio «non coincidono con l'acquisizione di competenze solide, sollevando interrogativi circa la qualità dell'apprendimento» Per l'istruzione di tipo universitario il nostro paese ha speso nel 2012 lo 0,9% del pil,, la seconda quota più bassa tra i Paesi dell'Ocse dopo il Lussemburgo. Aprendo al ministero il convegno per la presentazione del rapporto, il sottosegretario Toccafondi ha comunque voluto precisare che i dati Ocse si riferiscono al 2012-2013, quindi non tengono in considerazione gli effetti positivi della legge 107.  

METRO
 

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