Giubileo, insisto va rimandato

  • Claudio Camarca

OPINIONE. Franz Liszt: “Harmonies du soir”. Al pianoforte, Evgenij Kissin. Note limpide sgorgate nel cuore d’Europa. Sopra lo scorrere delle immagini di Parigi. La bellezza e la bestialità. Riunite in un fotogramma. Che racconta in embrione il perché della guerra che ci hanno dichiarato. Uomini che poco hanno di umano, le fattezze sbieche e nient’altro. Trafficanti di schiavi, violentatori di bambine, trafficanti di droga, misogini predatori bugiardi. Incapaci di accogliere nel petto l’armonia, la gentilezza, la commozione. E quindi distruttori di tutto quel che non riconoscono. L’arco di trionfo di Palmira, i Budda di Bamiyan, la grazia delle donne, l’impeto dei ragazzi, la felicità composta dei padri e delle madri, le braccia spalancate del Cristo risorto. Johann Pachelbel: “Il canone in giga e Re maggiore”. Ascoltando la potenza inarrivabile dell’arte, combatto la mia battaglia. Innalzo un argine invalicabile. Ma non basta. Perché loro non hanno orecchie per ascoltare. Né occhi per stupirsi. Cancellano dove noi erigiamo. Portano la morte vagheggiando stupri perpetrati su settanta vergini. Costringono cinquemila agenti di polizia intorno allo stadio di Wembley, dove cittadini europei intonano la Marsigliese. Ecco: questa immagine risponde ai tanti convinti di poter proseguire con il Giubileo della Misericordia. Altro che cinquemila agenti di pubblica sicurezza! Roma costellata di posti di blocco, mitragliatori e pattuglie, falsi allarmi e perquisizioni nelle case, strade transennate, militari al passo, elicotteri sventagliati nei cieli, ronde notturne e mimetiche e camionette agli incroci. Pellegrini protetti da soldati in armi. E’ questa la Parola di cui abbiamo bisogno? Mescolare l’Ave Maria con gli infrarossi dei cecchini? La Parola si pronuncia raccolti. Si eleva nelle chiese di quartiere e nelle case e nei posti di lavoro e facendo footing con gli amici. Non è un grido che precede la battaglia. La Chiesa non chiede martiri, parate magniloquenti, enormi costi pubblici, dispiego di uomini e mezzi distratti da operazioni sparse sul territorio nazionale. La forza della Fede non è superbia. Se avessimo questa necessità, ci contrapporremmo su un piano inclinato. Mentre Lui lavava i piedi e vestiva un saio. Spezzava il pane e offriva intorno. E quando era il caso, armava il bastone. Samuel Barber: “Adagio for strings”.  

CLAUDIO CAMARCA, regista e scrittore

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