Le assunzioni viaggio verso l'ignoto

  • #laverascuola

SCUOLA Una regola aurea è quella di non sputare sul piatto in cui si mangia, ragion per cui è difficile, per un docente entrato in ruolo con la fase C del piano straordinario di assunzioni, criticare quanto accaduto. Eppure, onestà intellettuale vuole che qualcosa si dica, perché tante cose non tornano. Entrare in una segreteria scolastica, in questi giorni, è come muoversi attraverso le avventure di in un romanzo fantasy, un viaggio verso l’ignoto. Nessuno sa come gestire le nuove assunzioni, tra ripartizioni dei docenti per scuola che ancora devono essere comunicate ai dirigenti scolastici, docenti assunti a tempo indeterminato che non lasceranno la supplenza ottenuta nel frattempo, e altri che partiranno senza sapere cosa andranno a fare.  La fantasmagorica graduatoria nazionale, intanto, resta un mistero. Nessun istituto ha, legittimamente, un progetto per l’organico di potenziamento, ma molti hanno riposto speranze che verranno tradite. Si pensi alle tante scuole che avevano richiesto docenti di Lettere per alfabetizzare gli alunni appena giunti in Italia, e che invece si troveranno insegnanti, altrettanto degni d’essere assunti, ma di altre discipline. Si pensi a chi sperava nell’ampliamento dell’offerta formativa per materie come Informatica o Matematica, per trovarsi in classe docenti di Diritto o Storia dell’arte. Su tutti poi incombe lo spettro della mobilità straordinaria: rimandare il problema del “chi fa che cosa” rimbalzandolo ai singoli Uffici Scolastici.

Alla fine della fiera, rimane l’amaro in bocca di chi si sente, da anni, un numero in mano alla propaganda di questo o quel partito.

SEBASTIANO CUFFARI

Articoli Correlati

I docenti non sanno di sicurezza

Tre insegnanti condannati per il crollo di un controsoffitto al Liceo Darwin di Rivoli nel 2008, che causò la morte di uno studente. Perché?

Concorso a cattedre?Umiliante

Questo governo continua a umiliare quei precari che mandano avanti la scuola che hanno gli stessi doveri dei colleghi di ruolo ma non i meriti

Ai commissari poche briciole

La riflessione di Gianfranco Mosconi sulle dichiarazioni di Renzi: "Puntiamo su una scuola di qualità"