Docenti scuola dell’infanzia: figli di un Dio minore?

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SCUOLA Alle 16 del 10 novembre scorso, 48.794 docenti precari hanno ricevuto dal Miur una proposta di assunzione online. Peccato che altri docenti -  ben 23.000 - siano stati dimenticati. Sono gli insegnanti della Scuola dell’Infanzia Statale. Per loro non è stata prevista la partecipazione alla fase C del piano straordinario di assunzioni, quella che offre alle scuole docenti “in più” per potenziare l’offerta formativa e l’inclusione scolastica, per contrastare la dispersione e per aprirsi maggiormente al territorio. I maestri dell’Infanzia inseriti nella Graduatoria ad Esaurimento e in quella di Merito del concorso 2012 si sono dovuti accontentare del turn-over determinato dai pensionamenti (fasi Zero e A), e sono stati esclusi dalle fasi B e C previste dalla legge 107/15. Anche nella fase B, infatti, i posti per la Scuola dell’Infanzia erano pari a zero. Spazzate via, in un sol colpo, le aspettative di professionisti che da anni formano i nostri figli e hanno investito nella Scuola i sogni di una vita.

Lo stand-by continua, in attesa dell’ambiguo “sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni”, e poi - forse - saranno assunti, ma dagli enti locali, perché la Scuola dell’Infanzia Statale potrebbe in futuro essere gestita da Regioni, Comuni e famiglie: a pagamento, s’intende. Nel frattempo verrà bandito un altro concorso, l’ennesimo ostacolo per l’agognato ruolo: in quale tipo di scuola, non è dato saperlo.

L’esclusione dalla fase C avrà ricadute negative sulla didattica ma ne ha già avute sulla dignità professionale dei docenti di ruolo. Nel Collegio dei Docenti si discute del potenziamento, ma sui documenti Miur leggi che l’Infanzia ne è esclusa; nel Consiglio di Istituto se ne parla di nuovo, e la presenza dei genitori rende più cocente la frustrazione. “Dulcis in fundo”: se sei vicario o collaboratore del Dirigente Scolastico, non puoi avere esonero o semiesonero, sei all’Infanzia.

Siamo forse meno meritevoli degli altri docenti? Abbiamo scelto la classe di concorso sbagliata? La certezza di aver subìto una discriminazione non ci abbandona. Intanto, mentre la Scuola Primaria e Secondaria avranno l’organico potenziato, a noi dicono: “no, tu no”.

 

MARINA CASTELLI

(Insegnante Scuola Infanzia Statale)

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