Gabriele Casella Il fighter che ama la filosofia

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KICKBOXING Gabriele Casella, 21 anni (nella foto, al centro), si è appena laureato campione del mondo nella categoria K1 ai Mondiali di Belgrado (che si sono conclusi il 1 novembre).
Cosa si prova a vincere un mondiale così giovane?
Molta soddisfazione. È un mondiale dilettanti, ed il percorso è più complesso che nei professionisti, dove c’è un solo combattimento per il titolo. Qui si combatte più volte in più giorni. E quanto all’età, non mi sento così giovane: ho già combattuto 64 incontri tra pugilato, Full Contact, Muay Thai e K-1.
Titolo a parte, cosa ricorderà di questo mondiale?
Le ultime due settimane di allenamento. Durissime. Dopo aver combattuto in un gala in Francia, ho pensato che avrei  potuto partecipare ai mondiali. Ed è stata dura.  
Quanti sacrifici fa un fighter della sua età per competere a questi livelli?
L’età non conta, i sacrifici li fanno tutti. Anzi, io non ho ancora una famiglia, quindi non mi lamento.
Mai avuto paura di non raggiungere i suoi obiettivi?
Un momento di difficoltà ci può anche stare, ma nessun vento sarà favorevole al marinaio che non sa quale è la meta, come diceva Seneca.
Seneca?
Quest’anno ho cominciato a studiare Filosofia e frequentavo pure, perchè mi piace. Mi piace, ma non ho abbastanza voglia di studiare per il poco tempo che ho.
Prossimi impegni?
Un combattimento Full Contact in Belgio tra due settimane. E, il 20 dicembre al teatro Tendastrisce di Roma, il titolo Intercontinentale.

A.B.

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