Nella legge di stabilità la disabilità c’è

  • Ileana Argentin

Dopo tanti anni passati nel buio, finalmente, si scorge una luce in fondo al tunnel dell’indifferenza: le misure inserite in questa legge di stabilità dimostrano che la politica comincia a dare la giusta attenzione ai più deboli e ai disabili gravi. Per la prima volta nella storia, infatti, c’è un capitolo di bilancio con 90 milioni di euro dedicato ad una legge sul Dopo di noi e le risorse per il fondo per le non autosufficienze sono state confermate a quota 400 milioni.
Chi mi segue sa quanto impegno è stato necessario per arrivare a redigere una norma dedicata all’assistenza ai disabili gravi che restano privi del sostegno dei familiari. Molto lavoro, da parte della commissioni Affari sociali di cui faccio parte e, purtroppo, anche molta sofferenza da parte dei genitori dei disabili che attendono da anni un provvedimento in grado di predisporre una prospettiva di vita il più possibile autonoma per i loro figli. Questi novanta milioni non sono tanti, ma sono la dimostrazione chiara che l’handicap, dopo anni in cui i governi hanno ignorato o finto di ignorare l’argomento, è uscito dall’ombra, e che oggi è finalmente chiaro che anche per la disabilità quello che serve sono i soldi e non le chiacchiere.
Per la prima volta nella storia c’è un capitolo di bilancio con 90 milioni dedicato a una legge sul Dopo di noi.

Non è necessario cercare troppo a lungo nel passato per ricordare le carrozzine in piazza e le manifestazioni organizzate per reclamare le risorse necessarie a esercitare diritti fondamentali che, a volte, quando si parla di disabilità, vengono, stranamente, messi da parte. Tutti i governi Berlusconi non hanno messo un euro sulla disabilità: per questo i passi compiuti da questo governo si possono considerare una piccola rivoluzione.
Pur essendo sempre dalla parte delle minoranze, oggi sono orgogliosa di essere nel Pd di Renzi. Perché la politica si fa con i fatti e 90 milioni di euro per quest’anno sul Dopo di noi sono fatti.
Certo, il cammino da fare è ancora lungo, affinché tutte le barriere architettoniche e culturali in questo paese possano cadere: ma il buongiorno si vede anche dal mattino e le risorse per questa legge rappresentano senza dubbio un risveglio luminoso per tante famiglie che vivono in difficoltà e per le coscienze di tutti noi.

ILEANA ARGENTIN
Deputata del Pd

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