Ferie solidali, l’Italia prende esempio dalla Francia

  • Diritto di famiglia

FAMIGLIA. In Francia si possono cedere giorni di ferie a un collega che ne abbia bisogno per accudire un figlio ammalato. La legge Mathys, infatti, approvata lo scorso anno, permette di scambiare giorni di riposo o di ferie fra colleghi. Recentemente, proprio in Francia, alcuni impiegati di un’azienda hanno organizzato una colletta e hanno regalato 350 giorni di ferie pagate a un collega la cui figlia era affetta da una grave malattia. 

In Italia si può fare?  
«Le ferie di solidarietà sono state inserite nel Jobs Act ispirandosi proprio alla legge francese, tuttavia, pur essendo state introdotte nel ordinamento giuridico il giugno scorso, non possono ancora dirmi pienamente in vigore. In pratica, nel contratto collettivo nazionale, manca la menzione di questa novità e finché non si riuniranno le parti sociali (sindacati e associazioni dei datori di lavoro) questa possibilità sarà consentita solo alle aziende che, di propria iniziativa, abbiano sposato questa politica solidaristica», spiega l’avvocato Lorenzo Puglisi, specializzato in diritto di famiglia e Presidente dell’associazione Familylegal (www.familylegal.it). Il datore di lavoro quindi, in piena autonomia, può applicare una policy che le preveda, come peraltro è già avvenuto negli ultimi due anni.

Un caso
Un caso emblematico, ad esempio, è quello di Rossella, dipendente di un’azienda dei trasporti toscana, la cui vita è deragliata a causa di un tumore: duecentocinquanta colleghi con una sottoscrizione volontaria le hanno permesso di curarsi senza per questo rinunciare al posto di lavoro.

Cosa cambia  
Se fino ad oggi il nostro ordinamento prevedeva due tipi di congedo, che non vanno confusi con quelli parentali (Il congedo oggi Per la malattia di un bambino, i genitori possono godere ad oggi  di un congedo senza limiti fino ai 3 anni di età, non retribuito. Dai 3 agli 8 anni, invece, sono concessi 5 giorni lavorativi all’anno per ogni genitore, che però non possono essere presi contemporaneamente. Dal punto di vista economico, la legge non prevede che le assenze siano retribuite. Nel settore pubblico invece  sono previsti fino a 30 giorni di assenza retribuite all’anno), con il Jobs Act cosa cambia? «Con la riforma l’assenza per malattia dei figli è estesa sino ai 12 anni. Inoltre, proprio per andare incontro alle esigenze di un collega che si trovi a fronteggiare la malattia del proprio figlio, si potranno cedere dei giorni di ferie a un collega, che abbia esaurito le sue e ne abbia bisogno per un figlio minorenne». Polemiche invece sono state sollevate attorno all’esclusione dei figli maggiorenni. 

Cosa manca
La riforma è entrata definitivamente in vigore con il Decreto Legge 14 settembre 2015 n. 151 che nell’art. 24 che statuito che: «I lavoratori possono cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale applicabili al rapporto di lavoro». Ora non resta che attendere che le rappresentanze di lavoratori e aziende si riuniscano per rendere effettive queste novità. 
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