Solo il 10% delle mamme allatta i figli dopo i sei mesi

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FAMIGLIA. Oltre il 90% delle donne italiane allatta al seno il neonato nei primi giorni di vita; alla dimissione dall’ospedale solo il 77% delle madri allatta esclusivamente al seno. Solo il 10% continua ad allattare oltre i 6 mesi di vita. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal nuovo Position Statement sull’allattamento al seno e uso del latte materno/umano, per la prima volta sottoscritto dalle Società Scientifiche Pediatriche Italiane SIP, SIN, SIGENP, SICuPP e SIMP.  L'iniziativa per la realizzazione del documento è partita dal TAS del Ministero della Salute e nasce dalla necessità di tracciare una linea d’azione comune agli operatori del settore, ma di riferimento anche alle famiglie.

Il documento
I presidenti delle società scientifiche pediatriche italiane hanno indicato un panel di esperti per l’elaborazione del documento, un testo di riferimento di 49 pagine in cui vengono discussi i temi principali dell’alimentazione infantile dando indicazioni precise su: 1) Le pratiche assistenziali nei Punti Nascita, che facilitano l’avvio dell’allattamento. 2) La durata ottimale dell’allattamento esclusivo indicata in circa 6 mesi. 3) L’opportunità di continuare l’allattamento anche a svezzamento avviato. 4) L’allattamento oltre il secondo anno di vita che, se desiderato da mamma e bambino, va sostenuto senza timori di viziare il bambino. 5) Le false controindicazioni ad allattare, che vanno identificate e sfatate. 6) L’uso del latte materno nella nutrizione dei neonati pretermine e patologici ricoverati nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale, che va incrementato seguendo protocolli di provata efficacia. 7) Le implicazioni etiche relative alla promozione dell’allattamento. 

«Il latte materno è un bene primario a cui hanno diritto tutti i bambini nel loro primo anno di vita», sostiene la Società italiana di pediatria.  Per questo è necessario  insistere sull’«educazione prenatale», si legge nel documento: «L’informazione sui benefici dell’allattamento al seno serve per motivare le future madri e viene condotta coinvolgendo anche le persone della famiglia che possono influenzare la decisione materna, quali il marito/partner o le future nonne».
 

I rischi
Un’immotivata sostituzione del latte materno con quello artificiale può compromettere lo stato di salute del bambino.

Infezioni acute dell’orecchio:  eccesso di rischio 100% .

Diarrea e vomito:  eccesso di rischio 178%.

Ospedalizzazione nel primo anno di vita per infezioni alle vie respiratorie: eccesso di rischio 257%.

METRO

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