Nella coppia non conta la differenza di età

  • Annalisa Lo Monaco

Chi di voi ricorda il libro, diventato poi un film famoso con Ingrid Bergman “Le piace Brahms?” Il bel libro di Francoise Sagan fece scalpore nei lontani anni ‘60. Parla di una donna non più giovane che, delusa dal suo eterno amante cede alla freschezza del corteggiamento di un giovane uomo, un intrigante Anthony Perkins, all’epoca del film appena 28enne. Nella nostra società abbastanza maschilista, è accettata l’unione fra un uomo maturo e una donna più giovane, il contrario è sempre stato soggetto a critiche, finora. Adesso le cose stanno cambiando. Donne di spettacolo hanno dato il via, accompagnandosi con uomini giovani, non solo toy boy, verso quello che molti giudicano un fenomeno o una moda. 
Non è così, queste coppie sono sempre esistite,  stanno solo uscendo allo scoperto ma soprattutto,  uomini giovani non sentono più come “strana” un’attrazione verso donne più adulte e che, per molti aspetti, è perfettamente normale. Statistiche raccontano che un 40% circa di uomini fra i 18 e i 35 anni sono stati innamorati o hanno avuto storie con donne più grandi. Più grandi di 15/20 anni. Le differenze nelle coppie fino a 8/10 anni quasi non sono avvertite. Quando la differenza è notevole, ci si comincia a chiedere perché. 
Tralasciamo la motivazione della ricerca della figura materna per l’uomo e la voglia di trasgressione per la donna che sceglie un uomo che potrebbe essere suo figlio. In realtà ciò che attira l’uomo è la leggerezza, la lievità, il volersi divertire e la positività, così come l’accoglienza che una donna matura dimostra, avendo ormai lasciato alle spalle competizioni, smanie carrieristiche e molto altro. Parlando con questi uomini che mi raccontano il perché, è proprio questo che emerge. 
Allora di fronte a una disponibilità mentale e caratteriale, a quanto pare non è vincente un seno o un culetto sodi. Evidentemente ci vuole altro nella coppia. Così come per le donne che si trovano “circonfuse” in una storia con un uomo giovane, la parte vincente è la mancanza di ansia nel rapporto, nel saper e poter vivere alla giornata emozioni e sentimenti che, sappiamo tutti, non possono essere garantiti, sottoscritti, sanciti. 
L’amore, come dice la Carmen di Bizet “è uno strano augello che mai nessuno può domesticar”. Se ne prendessimo atto avremmo relazioni più solide e durature. Accade, a volte, che queste coppie nate all’insegna della precarietà durino nel tempo, seppur limitatamente. Vale la pena riflettere se le scelte che hanno condizionato la nostra vita sono state dettate da ciò che la società ci imponeva, perché dovevamo attenerci a un modello che non ci facesse sentire “diversi” oppure sono state scelte maturate dentro di noi!  Forse vale la pena spenderci un pensiero.

Annalisa Lo Monaco
psicologa

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