Sono lesbica e la madre dice: meglio il cancro

  • Libri

INTERVISTA Ann-Marie MacDonald racconta storie terribili, viscerali, vere. Scrive libri dove spesso il dolore di una donna passa attraverso la sua parte più intima: la sessualità. Nell’ ultimo romanzo “L’età adulta” (Mondadori, p. 341, euro 22) protagonista è Mary Rose Mac-Kinnon, scrittrice di libri di successo e omosessuale. Madre di un bambino e una bambina, sposata a una donna che ama, un mattino si alza con lo stesso dolore al braccio di cui aveva sofferto nell’infanzia. Che riemerge quando deve ricevere la visita dei genitori con cui non si è mai riconciliata del tutto.

Mary Rose MacKinnon è omosessuale, ha due figli, fa la scrittrice, vive a Toronto... come lei… Questa storia è la sua storia?
In fondo sì. Ho preso a piene mani da me stessa. Anche il dolore al braccio, le cisti ossee di cui soffre Mary Rose fanno parte della mia infanzia.

Nel libro la madre alla figlia che le svela di essere lesbica dice: avrei preferito che tu avessi un cancro. Terribile.
Quando ho rivelato di essere omosessuale ai miei genitori non è stato facile. Per mia madre era assolutamente inconcepibile che io non potessi sposarmi con un uomo, avere dei figli da lui, con lei che diventava nonna.

Capita ancora agli omosessuali che conosce di essere esiliati dalla propria famiglia?
Conosco persone rifiutate dai genitori, con conoscenti, amici che non parlano più con loro. Per una donna spesso è ancora più difficile rispetto a un uomo. Per noi essere accolte, comprese è molto importante.

I suoi genitori cosa le hanno detto esattamente?
La scusa che usano tutti i genitori di fronte al figlio o alla figlia omosessuale: avrai una vita crudele. Ma la vita è già crudele se non hai la prima accettazione a casa tua… Ti senti in colpa che non è un’azione: è una condizione. È il genitore che fa sentire il figlio “sbagliato”.

Perché accade, se lo è chiesto?
Perché si sente guardato dal mondo. Il genitore pensa: gli altri mi vedranno come la persona terribile che ha prodotto questo essere. È anche un modo per allontanare da se la vergogna.  ANTONELLA FIORI @aflowerinlife

 

Articoli Correlati

Il Sud saprà stupircigrazie ai talenti e al web

In un libro collettivo curato da Antonio Carnevale luci e ombre di un pezzo d'Italia

"Ecco la ricettaper la felicità"

L'ultimo libro di Alessandra Hropich