Autieri: Certe favole ci aiutano a vivere bene

  • Serena Autieri

ROMA. Essere una principessa piena di vita che rifiuta gli stereotipi del rango per vivere una favola, un’avventura che, seppur non a lieto fine, le dimostrerà che lei sa sognare, prima ancora che amare. Un ruolo difficile quello della protagonista di Vacanze Romane, al Sistina fino al 15 novembre. Un ruolo che calza a pennello a Serena Autieri.

Com’è la sua nuova Anna? Diversa dalla prima che ha interpretato nel 2003?
Sì, è più consapevole. Ha tanta voglia di conoscere il mondo che si trova fuori dal suo castello dorato e non ha paura di provare ad amare.

Lei trova che, nel mondo di oggi, ci sia ancora spazio per una favola come quella raccontata da questa commedia musicale?
Oggi più che mai, direi. La gente ha bisogno di sognare, soprattutto qui a Roma. E quelle atmosfere magiche degli Anni ’50 sono, a mio avviso, la cornice immaginaria ideale per riprendere fiato in una realtà che non è più così bella.

Cosa crede di aver preso dal personaggio che ha reso immortale Audrey Hepburn?
Di lei non si può neanche parlare, era divina! Nel film, era l’immagine stessa della bellezza, della gioventù che cerca di tirar fuori la voglia di vivere. Mi piacerebbe tanto essere riuscita a catturare, almeno, una stilla della sua umanità. Sarebbe un grande successo per me.

Dopo Ghini, si è trovata bene a lavorare col suo nuovo partner Paolo Conticini?
Sì, lui è un gran professionista, uno molto meticoloso nel lavoro e nell’interpretazione. Direi che sul palco c’è davvero un grande affiatamento fra noi.

 

DOMENICO PARIS

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