Vaccini, il Piano al vaglio di Stato-Regioni

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FAMIGLIA. Eliminare del tutto morbillo e rosolia, rimanere «polio-free», aumentare la cultura delle vaccinazioni nelle famiglie ma anche nei professionisti sanitari, ridurre le disuguaglianze. Sono gli obiettivi cardine del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, che proprio oggi sarà al vaglio della Conferenza Stato-Regioni. Un Piano da 620 milioni di euro teso a contrastare la diminuzione delle vaccinazioni dell’età pediatrica in Italia. Nelle 80 pagine della bozza del documento è tracciata la strategia completa per risalire la china di un calo delle vaccinazioni in Italia che preoccupa le autorità sanitarie (vedi box).
 
Gli obiettivi
In particolare si punta a mantenere lo stato polio-free, raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free, garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d'età e popolazioni a rischio. L’introduzione di altri vaccini, come quello contro il Rotavirus per i bambini, l’Herpes Zoster per gli anziani, la varicella, Meningococco B e lo pneumococco. Sostenere, a tutti i livelli, il senso di responsabilità degli operatori sanitari, dipendenti e convenzionati con il SSN, prevedendo adeguati interventi sanzionatori qualora sia identificato un comportamento di inadempienza. Su questo punto, divisa la categoria dei medici: secondo Costantino Troise, segretario dell'Anaao, l'ipotesi di sanzioni ai medici che sconsigliano i vaccini «è folle». Favorevoli invece i pediatri, direttamente chiamati in causa:  «Un operatore sanitario non può essere contrario alle linee d'azione stabilite da chi lo paga, cioè dal Sistema sanitario nazionale», ha sottolineato Giorgio Conforti, referente Rete Vaccini della Fimp.  

Altro punto controverso del Piano, l’ipotesi di non ammettere a scuola i bambini non vaccinati: «Ma certo che possono iscriversi a scuola, nessuno ha messo in dubbio questo», ha chiarito ieri la ministra Beatrice Lorenzin: «Qualora si dovesse decidere una cosa del genere bisogna passare per il Parlamento. In realtà il problema molto serio è che i bambini non vaccinati mettono a rischio gli altri».

Proprio per sensibilizzare le madri sull’importanza dei vaccini, affinché non si lascino condizionare da infondati preconcetti sulla loro pericolosità, sarà diffuso in rete un video (presentato ieri all’Università di Milano-Bicocca), realizzato da Lorenzo Tozzi e Maria Elena Rosati, dal titolo “I sogni dei bambini”. A ribadire che «i vaccini sono la miglior forma di prevenzione attualmente disponibile», ha spiegato Matteo Stocco, Direttore Generale della Asl di Monza e Brianza.

Il problema immunità 
Sono due i principali rischi legati al decremento della percentuale di bambini vaccinati in Italia: la possibile ricomparsa di patologie da tempo debellate in Occidente (come la poliomielite) e la perdita della cosiddetta “immunità di gregge”, ossia il beneficio di cui godono tutti i cittadini, solo perché circondati da persone vaccinate e quindi immunizzate. Due pericoli fondati sui numeri diffusi ieri all’Università  di Milano-Bicocca, nel corso del convegno “Vaccinazione in età pediatrica. Guadagno di salute”. Nel 2014 il tasso di copertura vaccinale è sceso al di sotto del 95% per quanto riguarda patologie come la poliomielite, il tetano, la difterite, l’epatite B e la pertosse. Per morbillo, rosolia e parotite il livello è ancora più basso, all'86,6%, mentre per il meningococco C è sceso al 74,9%.
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