Il canone Rai in bolletta non è la soluzione

  • Massimo Blasoni

L'OPINIONE Lo scorso anno la Rai ha avuto ricavi per 2.556 milioni, parte derivanti da introiti pubblicitari e parte dal canone. Un bilancio sostanzialmente in pari che però evidenza enormi inefficienze compensate da quella tassa ineludibile che è il canone, obbligatorio anche per chi - acquistata la televisione - non voglia guardare i canali della tv pubblica. La Rai lo pubblicizza come fosse un abbonamento, addirittura promuove giochi a premi per incentivarlo. In realtà è una tassa di possesso che, come ha stabilito la Cassazione, va pagata anche da chi voglia limitarsi a guardare centinaia di altri canali privati. Se il televisore è un apparecchio adatto a ricevere trasmissioni di chiunque (pubblico o privato che sia) abbia titolo a metterle in onda, allora quell’imposta concettualmente dovrebbe essere divisa tra tutti soggetti abilitati. Così non è, e l'opinione diffusa che la controprestazione del canone non sia un servizio (pubblico) diverso da quello erogato dagli altri operatori privati rende questa imposta anacronistica tanto invisa quanto evasa. Il governo Renzi ha però annunciato di voler imporre il suo pagamento nella bolletta elettrica, prefigurando uno scempio fiscale: l'inserimento di una tassa nella contabilità di una tariffa.

Per risolvere i problemi della Rai occorre ben altro. La conservazione in mani pubbliche di una tv di fatto commerciale serve soltanto a distorcere l’intero mercato. A distinguerla dagli altri canali privati è il suo controllo politico, come dimostrano le recenti polemiche di una parte del Pd contro una RaiTre non ancora 'allineata' al governo Renzi. D'altronde perché lo Stato deve possedere strumenti di comunicazione? Non serve a garantire il pluralismo né a evitare distorsioni dell’informazione e scenari orwelliani. Al cittadino non resta così che pagare tutte le inefficienze corollario della gestione pubblica. Che fare allora? Nel 2013 Mediobanca ha calcolato che dalla vendita della Rai il Tesoro incasserebbe circa 2,1 miliardi di euro al netto dei 366 milioni di debiti registrati al 31 dicembre 2012. La sola vendita di Rai Way, proprietario delle torri di trasmissione, vale 600 milioni di euro. Ecco allora che la proposta migliore, come per altre aziende pubbliche, resta quella liberale: vendere vendere vendere.

MASSIMO BLASONI
Imprenditore e presidente del Centro studi ImpresaLavoro

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