Per smettere di fumare iniziate a condividere

  • Alessia Chinellato

Sono oltre 10 milioni i fumatori italiani. Lo zoccolo duro che nessuna campagna di sensibilizzazione fino ad ora è riuscita ad intaccare. La ministra della salute, Lorenzin, ha presentato la nuova campagna antifumo, ironicamente chiamata “Ma che sei scemo?” e promesso che entro la fine dell’anno vedrà la luce una Legge in grado di tutelare le donne in stato interessante e i bambini a bordo di automobili. Non solo: il divieto di vendita on line di prodotti contenenti tabacchi e – per dissuadere i più giovani – il ritiro dei pacchetti da 10 pezzi. Il fumo passivo -infatti - uccide nel mondo oltre 600.000 persone l’anno e 19.000 in Europa.

Vediamo come la tecnologia incoraggia a smettere di fumare. Esistono svariate applicazioni. iCoach, lanciata dall'Unione Europea per la prima volta nel 2011, è arrivata alla sua quinta edizione. L’applicazione, totalmente gratuita, è disponibile nelle lingue ufficiali dell'Ue e ha convinto moltissimi europei a gettare la sigaretta nel cestino. Strutturata come un social network, l’applicazione spinge a condividere i risultati avuti e registra ogni traguardo raggiunto, fino all’eliminazione totale del vizio. Basata sullo stesso principio è anche QuitNow. Di facile approccio, potrebbe forse essere integrata con qualche didascalia con gli effetti collaterali della nicotina. Kwit punta invece sulla monetizzazione del risparmio ottenuto dal mancato acquisto delle sigarette. Il fil rouge che lega tutte le applicazioni è la condivisione, sui social network, delle proprie esperienze, perché, si sa, l’unione fa la forza!

ALESSIA CHINELLATO, giornalista
 

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