A Roma un sindaco di legge e ordine

  • Maurizio Guandalini

ROMA Il prossimo sindaco di Roma sarà Raffaele Cantone. Se non lui uno che vive nella casa della legalità e della legge. Si mettano il cuore in pace in casa Cinque Stelle e anche dalle parti di Marchini. La partita del comandante in capo della Capitale è tutta da giocare e stavolta a condurre le danze sarà il premier Renzi, senza primarie e contro primarie, che lo porteranno a mettere gli occhi su una leadership forte. Fortissima. Una figura legge e ordine (e bilanci). D’altronde  Marino non è caduto sulle sue malefatte ma sulle sue debolezze.

Cosa serve per governare Roma

 

Governare una città millenaria come Roma o hai un partito granitico, d’altri tempi, alle spalle, com’era il Pci di una volta, che ha dato sindaci come Petroselli, Argan, Vetere fino a Veltroni, tutti primi cittadini con dei progetti “grandi”,  oppure hai dietro lo Stato, i suoi apparati, soprattutto, che può servire per conoscere alla perfezione  gli alloggiamenti dei tuoi avversari, chi vuoi farti amico, chi  devi tenere buono per fare una mediazione o trovare un accordo. Marino è la persona nel posto sbagliato. Sindaco per caso, investito dal Pd nel momento di maggiore debolezza di quel partito. Non c’era altro per rifarsi in fretta e furia una verginità e vincere le elezioni.

 

Da Mafia Capitale alle fettuccine

Poi Marino ci ha messo del suo sottovalutando i problemi di Roma e sopravvalutando sé stesso finendo per divenire una macchietta, abbandonando per 27 mesi la discussione sulle cose da fare nella Capitale, attaccato e attaccabile da tutte le parti per quattro ricevute a pranzo spostando, di fatto, la questione morale da Mafia Capitale a due portate  di fettuccine. Su questo la stampa quando aveva deciso che Marino se ne doveva andare ha bastonato senza pietà. Il luminare doveva ammettere candidamente che era andato a pranzo con chi riteneva giusto andare. È come far le pulci al premier Renzi quando usa i voli di Stato.

Inutile spulciare gli scontrini

Se ricopri ruoli di rappresentanza è da stupidotti mettersi lì a spulciare gli scontrini. Di certo ha poco futuro chi ha fatto leva, le opposizioni, su queste marginalità per aspirare alla guida di Roma al grido di liberazione. Oggi Roma ha bisogno di un uomo speranze&certezze. Una sorta di superman. Il panorama (non solo politico) è debole ma gli ostacoli per governare bene rimangono. Le decisioni, il loro iter, sono figlie di anni passati ad accontentare Tizio e Caio, a far lavorare questo piuttosto che quello, procedure spesso macchinose, lente e mai chiare. Chi ha il coraggio e chi può affrontare un percorso del genere se non ha la caratura e la corazza di ferro?

MAURIZIO GUANDALINI
ECONOMISTA E GIORNALISTA

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