La scuola baluardo contro l'omofobia

  • Tony Saccucci

Una cosa buona la buona scuola ce l'ha: l’attenzione alla differenza di genere. Non tanto insegnare il rispetto, quanto la normalità della differenza. In tempi di barbarie bisogna riconoscere anche questo, si può addirittura riconoscere uno sprazzo di lucidità nella follia generale della 107. Ma soprattutto, in questi tempi, bisogna avere il coraggio di prendere una posizione. Quando un prete può dire che la pedofilia va capita ma l'omosessualità no, il segno è passato. A detta di questo ministro della chiesa i bambini hanno bisogno d'affetto mentre gli omosessuali sono semplicemente malati. Doppia affermazione abominevole. Penso ai miei ex studenti, non pochi, omosessuali. Persone che hanno combattuto per essere ciò che sono. Che sono usciti dal bozzolo di crisalide con sofferenza. Ho scoperto grazie a una di loro che almeno due studenti per ogni classe sono omosessuali. Ironicamente si domandava chi fosse l'altro/a.
Non si tratta di fare l'apologia dell'omosessualità. O di fare come l’altro prete che ha convocato una conferenza stampa insieme al compagno. Non si tratta di sensazionalismo. Qui è in ballo la civiltà di un paese. Il rispetto dell'altro da sé. Della persona oltre i gusti. Dell'essenza aldilà dell'accidente. A scuola si deve insegnare il sottile equilibrio delle differenze. Ecco la parola che manca quando gli istinti prendono il sopravvento sulla ragione: equilibrio.

Mia figlia ha due anni. Una sua compagna ha due mamme. Una l'ho conosciuta. “Non mi ha fatto del male”. Era preoccupata del pannolino della figlia. È un genitore, come me, come tanti. L'altra è un altro genitore. Primo e secondo genitore. Come me, come mia moglie. Nel liceo dove insegno sul libretto delle giustificazioni delle assenze c'è scritto: 1° genitore, 2° genitore. Il liceo è stato al centro di polemiche pochi anni fa per questa scelta. Ha resistito, non è tornato indietro. L'avanguardia è un sacrificio. Ecco cosa intendo quando scrivo che la scuola, malgrado le riforme che provano a smembrarla, rimane l'ultimo baluardo alla barbarie.
E Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno: di scuola e di resistenza.

TONY SACCUCCI
Insegnante e scrittore
presidente dell'associazione Gessetti Rotti

 

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