Catasto, Tasi o non Tasi la riforma s'ha da fare

  • Casa e Fisco

FISCO La riforma del catasto, che avrebbe legato le rendite catastali ai valori di mercato, pare morta. Prima, in giugno, per timore di un prelievo “boom”, il governo non ha decretato sull’operatività della delega. Poi Renzi ha annunciato l’abolizione della Tasi sulla prima casa. E questa è la pietra tombale. L’esigenza della riforma resta però attuale. A dirlo, non solo Nomisma (Metro ne ha già dato conto), ma altre voci autorevoli. Per l’economista Tommaso Di Tanno, su lavoce.info, “classificazione e valori catastali sono alla base di qualsivoglia forma di tassazione immobiliare, tanto che verta in tema di rendita teorica degli immobili ai fini delle imposte sul reddito, quanto che si discuta di valori di mercato rilevanti per le imposte sui trasferimenti, quanto che se ne apprezzino le specificità ai fini della tassazione da parte degli enti locali”. Tassazione peraltro giudicata opportuna.
E ancora. Il vice direttore generale di Bankitalia Luigi Federico Signorini durante la recentissima audizione sul Def al Senato ha detto che “il disallineamento fra basi imponibili e valori di mercato genera dei fenomeni di iniquità, sia verticale sia orizzontale, che potrebbero essere rimossi con l’aggiornamento del catasto”, laddove per “verticale” e “orizzontale” è da intendersi l’incapacità del sistema tributario di trattare diversamente individui con diversa capacità contributiva. Una simulazione del novembre ‘14 di Bankitalia mostra che la rivalutazione delle rendite darebbe risorse, a parità di gettito, per ripristinare robuste detrazioni; con una progressività superiore sia a quella dell’Imu applicata nel 2012 sia a quella della Tasi nel 2014. Ma tant’è...

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

Bankitalia
L’abolizione della Tasi sulla 1ª casa sarebbe il 5° intervento in 7 anni.

Dice Signorini: l’imposta sulla prima casa è stata abrogata dal 2008; reintrodotta nel 2012 con l’Imu; sostanzialmente eliminata nel 2013; ripristinata dal 2014 con la Tasi:  «Le famiglie potrebbero non reputare lo sgravio come permanente».

 

Articoli Correlati

Enea, un vademecumper la domotica

Prontuario sintetico per districarsi tra le norme che consentono di fruire del bonus Irpef del 65%

Alte le tasse sulla casaPiù 30% rispetto al 2011

Cala il gettito per via dell'abolizione della Tasi sulla prima casa. Ma resta la “patrimoniale”

Bonus elettrodomesticiBasta lo scontrino fiscale

Però deve essere "parlante", dice una circolare dell'Agenzia delle Entrate