Basta cellulare al volante!

  • ALBERTO FERRIGOLO

Bisognerebbe mettere un punto fermo e di dire “basta!” al cellulare al volante. Tra le cause principali di gravi incidenti stradali c’è quella legata all’uso della tecnologia. Lo dicono i dati della Polizia stradale. Cellulari e dispositivi elettronici distolgono l’attenzione dalla guida. Una volta erano l’eccesso di velocità o l’abuso di alcol e droghe, oggi non più.
Perché mentre stiamo guidando cediamo all’impulso di chiamare casa? Fare una lunga conversazione di lavoro, parlare con moglie, amici, figli? O anche litigare ferocemente con la fidanzata. Messaggiare, scrivere o rispondere a email. Anche in sella alla moto o allo scooter: telefonino nella mano sinistra mentre il dito pollice compulsa. Un occhio al display, un altro alla strada…
Cosicché giriamo a destra o svoltiamo a sinistra d’improvviso, senza pensare e guardare a chi ci sta dietro o a fianco, dimenticandoci di segnalare la manovra: niente freccia. Svolta e via… Oppure inchiodiamo all’ultimo sotto il semaforo. Ripartiamo all’improvviso. Per non dire di quando facciamo manovra per uscire da un incrocio o immetterci in una strada… Rischi enormi. E non solo per noi alla guida. Siamo pericoli pubblici per tutti. Scattiamo pure i selfie mentre siamo al volante!
Qualcuno o qualcosa ci dovrebbe fermare. Un dispositivo che isoli i nostri cellulari non appena ci sediamo alla guida. Le case automobilistiche, invece di truccare i dati delle emissioni, potrebbero investire in questa direzione le proprie ricerche. Trovare delle soluzioni così come è accaduto per le cinture di sicurezza: non le allacci? L’allarme continua fastidiosamente a squillare finché non ti leghi. Eravamo il paese più arretrato, ma da quando c’è il dispositivo sonoro non scordiamo più le cinture. Rispettiamo le leggi solo se sotto minaccia. Ma non basta neppure quella della sottrazione di 5 punti della patente. No, ci deve essere qualcosa di ancora più coercitivo, meglio se irritante.
Ogni giorno rischiamo la vita a causa della distrazione degli altri. E nove volte su dieci è a causa di una conversazione telefonica del conducente della vettura che ci precede o affianca. Sono uno scooterista e so di cosa parlo. Sono un testimone oculare dei peggiori comportamenti stradali.
Invoco una campagna mediatica e pubblicitaria su questo argomento. A cura della Presidenza del consiglio, del Ministero dei trasporti. Di chiunque la voglia fare, ma al più presto. E anche un’agguerrita campagna stampa di sensibilizzazione. Ne va della nostra comune incolumità.

 

ALBERTO FERRIGOLO
Giornalista