Twitter può essere senza limiti?

  • Matteo grandi

Ci hanno promesso l'allungamento del pene, dei capelli, persino del mutuo in banca. Ma l'allungamento di un post su Twitter, quello mai. Almeno fin quando Jack Dorsey non ha lasciato trapelare l'intenzione di rimuovere il limite dei 140 caratteri dai tweet. Eppure quel limite (raggirabile a oggi solo con applicazioni ad hoc) rappresenta l'essenza stessa del social con l'uccellino, il suo marchio di fabbrica, il suo dna. Insomma, immaginare Twitter senza il limite dei 140 caratteri è come pensare alla Sachertorte senza il cioccolato, al palinsesto estivo di RaiUno senza le repliche di Massimo Ranieri. È vero che tutto si evolve e che, soprattutto sul web, tutto corre a una velocità superiore al nostro diritto di adattamento, ma il successo di Twitter nasce proprio dalla sua peculiarità: sintesi e brevità del messaggio. Per tutto il resto c'è Facebook.
Gli “evoluzionisti” obietteranno che le “migliorie” che, nel tempo, hanno snaturato il social (foto, video, DM di gruppo e amenità varie) sono state metabolizzate alla velocità della luce; ma rimuovere i 140 caratteri più che a una miglioria assomiglia a un cambio di sesso, al rinnegamento della propria natura. Sarà difficile, per i puristi di Twitter accettare questa rivoluzione. Perché il rischio è che, di questo passo, dopo aver inseguito Instagram, Facebook, Vimeo e Whatsapp al prossimo aggiornamento la creatura di Jack Dorsey possa trasformarsi nella versione radical chic di Badoo.

MATTEO GRANDI, giornalista

 

 

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