Togliere l'Imu-Tasi è solo un aiuto psicologico

  • Maurizio Guandalini

Giusto o no togliere l'Imu-Tasi, la tassa, sulla prima casa, la sola gabella con nome e cognome? Non ci appassiona il tifo: in media, ogni famiglia risparmierà sui 300/400 euro l'anno. E’  un buon esempio di riduzione fiscale anche se noi pensavamo che si poteva agire su altro, togliendo, ad esempio, canone tv o bollo auto. E comunque prima di 'togliere' le gabelle avremmo fatto una vera riforma fiscale, quella che Renzi ha annunciato per il 2017-2018. Tant'è, siamo nell'alveo delle opinioni. Il premier ce la farà? Sì, perché non si sarebbe esposto un anno prima con il rischio poi di fare una figuraccia. E fa bene Renzi mandare al diavolo l’Europa quando mette becco su quello che possiamo o non possiamo fare. Sull'efficacia del provvedimento, su quanto incide  nei pesi e contrappesi dell'economia reale, sono da fare alcune precisazioni. Togliere la tassa sulla prima casa è un atto soprattutto ‘psicologico’. Gli italiani hanno trascorso anni nella piena sfiducia, tra mancate promesse e catastrofi economiche. Così hanno accantonato denari senza spendere. Per paura. Sempre in attesa di altre gabelle. Tutti i governi hanno parlato di riduzione delle tasse ma atti concreti sotto zero: Monti ha reintrodotto la tassa sulla casa e Letta ci ha impiegato 9 mesi per cambiargli il nome e dargliene un'altro (Imu-Tasi). Berlusconi, lasciamo perdere. Quando sarà definitivamente tolta la tassa sulla prima casa l'effetto ci sarà. Però togliamoci dalla testa che è un provvedimento che servirà a rimettere in moto il mercato dell'edilizia e della compravendita di case. E' ininfluente. Non si costruiscono case perché il mercato è saturo.

Di contro il mercato non ingrana perché i prezzi sono ancora alti. Non è una tassa sulla casa di qualche centinaio di euro che frena l'acquisto per centinaia di migliaia di euri. In questo caso la psicologia non c'entra nulla. Tanto è vero che c'è stato un boom di mutui per l'acquisto di case e l'Imu - Tasi ancora c'è – e nemmeno si sapeva che Renzi l'avrebbe tolta -. Non solo. Attorno la casa è continuata l'attenzione dei proprietari se consideriamo lo strike eccezionale delle richieste di incentivi per le ristrutturazioni. Insomma malgrado la tassa sulla prima casa c'è stato movimento. Vuol dire che il denaro parcheggiato da qualche parte c'era e c'è. Siamo inascoltati su quelle due o tre cosette che andrebbero sistemate perché il mercato della casa ritorni alla normalità. Il costo delle case va calmierato: d’accordo il mercato, ma occorre fare riferimento al range di prezzi stilato dall'Agenzia delle Entrate. Inoltre i proprietari se ne facciano una ragione a guadagnare meno: i prezzi di qualche anno fa non ritorneranno  più. Inoltre va combattuto come non mai il nero degli affitti (basta vedere quello che succede con gli studenti universitari) e attuata una politica di vendita, affitto rata del mutuo, delle case popolari.   
MAURIZIO GUANDALINI, giornalista ed economista
 

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