Scuola, gli euro della vergogna

  • Tony Saccucci

Sono costretto a tornare sulla questione dei 500 euro annui agli insegnanti perché è diventata surreale. Vorrei spiegare, senza ironia stavolta, perché questa ennesima trovata mediatica è umiliante. L'umiliazione non sta nel rendicontare danari destinati alla formazione. Ci mancherebbe altro. Molte categorie lo fanno: per esempio i parlamentari. L'umiliazione consiste nella normalizzazione della beffa dopo il danno. Riconoscere dignità a quella rendicontazione significa accettare per sempre il principio che è la vera rovina della scuola e del paese: gli stipendi ridicoli dei docenti.

L'Italia è uno dei fanalini di coda dell'Europa, insieme alla Bulgaria, alla Romania. Quei 500 euro, per iniziare a ridare veramente una spinta al paese, per investire sul sapere, per attirare giovani bravi verso il mondo della scuola, dovrebbero essere mensili, parte della retribuzione ordinaria. E manco basterebbero, perché la media europea, dei paesi più sviluppati, ci dice che si dovrebbe arrivare almeno a 2250 euro, a fronte dei 1350 attuali. Per farsi un'idea, in Lussemburgo un docente guadagna quasi quattro volte di più che in Italia. In Germania, giusto per scendere a sud, sta sui 2700. Persino in Spagna si sta sopra i 2000.

Ecco, si renda l'Italia un paese civile e poi gli insegnanti rendiconteranno fino all'ultimo centesimo e in modo onesto e coscienzioso quell'in più che un governo lungimirante vorrà fornire ai propri costruttori delle coscienze dei futuri cittadini. Ma se il governo attuale vuole far passare una briciola di sostegno al reddito (vergognoso) per un surplus, beh, insomma, voci critiche, sarcastiche e velenose se le deve aspettare. Perché, anche se Cenerentola europea, il docente italiano attende ancora alla sua essenza: insegnare a essere cittadini critici prima di tutto. E a cogliere nella nebbia della propaganda la sagome della realtà. A non perderla di vista.

Vi lascio con questa riflessione: il parlamentare tedesco guadagna tre volte in più del docente tedesco; il parlamentare italiano dieci volte di più del docente italiano. Eppure tutti e due hanno a che fare con i cittadini: il primo li governa, il secondo li forma.

TONY SACCUCCI, insegnante e scrittore. Presidente dell'associazione Gessetti Rotti

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