Medicina di genere la nuova frontiera della salute

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SALUTE. Si chiama Medicina di genere e studia l’impatto specifico, appunto, del genere maschile e femminile sullo sviluppo e l’evoluzione delle malattie. Il suo obiettivo: assicurare a tutti, sia uomini che donne, il miglior trattamento possibile. Come? Prendendo in considerazione le specifiche caratteristiche personali, che appunto cambiano a seconda del sesso.
Se ne è parlato a “The Future of Science”, il convegno scientifico internazionale organizzato dalla Fondazioni Umberto Veronesi  a Venezia.  
«Il futuro della medicina si va articolando sempre di più attorno all’idea di precisione - assicura Umberto Veronesi -. E questa idea di una sempre maggiore precisione e della personalizzazione della cura non può non investire un aspetto fondamentale dell’identità delle persone come quello legato al genere: capire pienamente quali siano le differenze che influenzano maggiormente le malattie e le terapie è una delle grandi sfide della scienza del futuro». 
Qualche esempio? Le malattie cardiovascolari colpiscono a livello mortale più il mondo femminile che quello maschile. Quest'ultimo è più esposto al Parkinson, mentre il sesso cosiddetto debole ha maggiori rischi di sviluppare l' Alzheimer.
E ancora: il tumore del fegato nelle donne progredisce più lentamente ma i disturbi d’ansia sono prevalentemente rosa perché interessano le signore e signorine due volte di più rispetto ai loro compagni.
«Fino ad oggi i farmaci sono stati studiati prevalentemente su campioni di popolazione maschile - sottolinea  Flavia Franconi, farmacologa dell'Università di Sassari -. Mentre le donne erano poco o nulla rappresentate e per questo motivo vanno tuttora incontro con maggiore frequenza a effetti collaterali».
Nel convegno è stato anche presentato “The Italian Journal of Gender-Specific Medicine” la prima rivista scientifica italiana dedicata alla Medicina di genere,  con il contributo Novartis. Per saperne di più: www.gendermedjournal.it.

LUISA MOSELLO

 

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