“Che conservatori gli omosessuali di oggi"

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INTERVISTA Due coppie, Julia e Pete Winters americani molto per bene. E Edward e Iris Freleng: eleganti, ricchi bohémien. Nel giugno del 1940 si ritrovano tutti e quattro bloccati nell'atmosfera precaria, al tempo stesso seducente, della neutrale Lisbona, porto da cui ci si può imbarcare per New York per scappare dall’Europa sull’orlo della guerra. Nell’ultimo romanzo di David LeavittI due hotel Francfort” (Mondadori, p. 247, euro 22). Coppie tormentate dalle convenzioni sociali e sessuali dell'epoca. E infatti scoppieranno in modo eclatante: con l’amore che si scatenerà tra i due uomini.

Da cosa fuggono i due uomini nelle rispettive coppie?
Le due realtà diverse: Edward e Iris vivono già in una specie di poliamore, un tipo di coppia aperta che oggi sta tornando di moda. Invece Julia e Peter vivono in monogamia ma entrambi i matrimoni, anche per i segreti che si portano appresso, sono in crisi.

Pensa che una storia così sarebbe possibile oggi?
Questa è veramente una storia degli anni 40. C’è da dire che allora c’era molta ignoranza a riguardo e quindi una volta il fatto che due uomini andassero a fare qualche cosa insieme in qualche posto era normale. Si era lontanissimi dal pensare che potessero stare insieme come coppia.

C’è una grande letteratura sui segreti delle coppie eterosessuali. Tra i gay ci sono meno segreti?
Sì. Le coppie omosessuali soprattutto quelli della mia generazione che sono cresciuti negli anni 80, in cui essere omosessuali doveva essere un segreto, oggi se ne fregano del giudizio degli altri.

Oggi i gay oggi vogliono sposarsi. Prima non era così. Che ne pensa?
In effetti oggi le giovani coppie gay che conosco sono molto più vicine all’idea di monogamia rispetto a quella che avevamo noi che siamo cresciuti lottando negli anni della liberazione sessuale. Quale sia la coppia – omosessuale maschio femmina transgender – in effetti l’istituzione del matrimonio è centrale. In questo, credo, i giovani omosessuali di oggi credo siano molto più conservatori di quanto lo eravamo noi. 
ANTONELLA FIORI
@aflowerinlife

 

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