I paradossi che dicono la verità

  • Maurizio Baruffaldi

Dalla Treccani. "Il paradosso è una tesi che sembra contraddire l’opinione comune, ma che, all’esame critico, si dimostra valida." Ne ho infilati una serie, in questi giorni, di paradossi che contraddicono l'opinione comune. E sono tutti partoriti da qualche religione. Laica compresa: lo scrittore Maurizio Maggiani, nell'intervista rilasciata a questo giornale, rivendica il valore della castità. Ma non quella che associamo ai voti monastici o alla rinuncia purificatrice, bensì "l'astenersi dalla malizia. Castità come candore, l'assenza del secondo fine, di un dialogo con noi stessi falso". Ha fatto l'esempio delle colombe: sono il simbolo dell'immacolato, però si accoppiano alla grande, e beatamente. Ho provato a dare forma personale a questa castità, e mi viene: assenza di pregiudizio; non mentire mai a se stessi.

A La Mecca, milioni di musulmani raccolgono pietre e le lanciano contro le tre colonne simbolo delle tentazioni del Diavolo. Settecentodiciassette di loro vengono tritati dalla folla. Allucinanti effetti collaterali del rito. Nessun pregiudizio, il paradosso del fatto è lampante. Per rispetto delle vittime, la tesi non si può dire.

Papa Francesco davanti ad una folla americana ha detto tutto quello che andava detto. Osanna di Obama. Ma le parole che spiazzano sono state pronunciate a Cuba: "Se non vivo per servire, non mi serve vivere." Distrugge la definizione che diamo alla parola 'servo'. Servire richiede coraggio. È un atto di forza. Altro che Schwarzenegger.

Il Dalai Lama conferma di essere serio, quando sostiene che se arrivasse un suo successore femmina "dovrebbe essere molto attraente, altrimenti non serve a molto." Il paradosso più leggero è il suo. Bisognerebbe mentire a se stessi per non essere d'accordo.
MAURIZIO BARUFFALDI
Giornalista e scrittore

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