Diradiamo la nebbia che è scesa nelle aule

  • Scuola

SCUOLA Risacca, demoralizzazione, frenesia di inizio anno, l’idea che ormai la legge c’è e ce la teniamo, a meno che non caschi il governo. Ma tanto non casca. E poi i 500 euro: qualcosa ci compreremo, magari il tablet per i figli. Molti insegnanti fanno finta di niente. Una sorta di nebbia è calata sulle scuole. Spessa, si taglia quasi col coltello. Il silenzio mediatico e l’accusa di essere una casta sembrano aver spento il fuoco della protesta. È la vittoria del quieto vivere? L’abitudine a subire le decisioni altrui?

Bisogna ripartire

Eppure è da qui che ci tocca ripartire: con la consapevolezza di dover essere interlocutori credibili, inattaccabili per onestà e visione progettuale. Nel frattempo, continuiamo a svolgere il nostro compito educativo: i bambini e le bambine, le ragazze e i ragazzi hanno fame di conoscenza, e per crescere hanno bisogno di noi. Un’esortazione e un augurio.

PAOLA MASTRANTONIO

Articoli Correlati

Scuole a rischioper i terremoti

Allarme Corte dei Conti e Codacons sugli edifici non adeguati

A scuola senza pauracon i consigli di Telefono Azzurro

L'associazione da sempre impegnata nella tutela dei minori ha stilato un vademecum dedicato agli studenti per affrontare al meglio il ritorno tra i banchi

"Servono più concorsiper non avere cattedre vuote"

Intervista al presidente dell'Associazione nazionale dei presidi