Gli scontrini umiliano i docenti

  • Tony Saccucci

Lo hanno fatto. Hanno elargito 500 euro. In busta paga, a ottobre. Come nel marketing spinto delle automobili, paghi la rata mensile poi se non saldi restituisci il mezzo. Ma intanto, nella società dell’iperconsumo, hai piazzato le terga sul sedile anteriore del tuo feticcio. Così, l’insegnante, se non rendiconta entro agosto 2016, non usufruirà più del bonus annuo, sia pure sotto forma di card. Ma adesso quei soldi sono reali, in carta filigranata, nel conto, pronti per le prime due rate dell’automobile dei nostri sogni.
Due cose sono ridicole in questa pagliacciata dell’elemosina annuale. La prima, che è una questione di principio: rendicontare la propria formazione culturale con fatture e scontrini. Se compro libri, dvd, hardware e poi non li uso rendiconterò il mio sperpero di denaro pubblico. Potrei, peggio ancora, consegnare scontrini di altri, o aspettare che parenti acquistino un pc con fattura a mio nome.
La seconda: quand’anche decidessi di trasformarmi da intellettuale in ragioniere, come stabilire ciò che forma il mio sapere che poi restituirò ai miei studenti? Se acquisto un libro di storia posso scaricarlo, suppongo. E un romanzo storico? Un film di Tinto Brass è da considerarsi formativo? Per un docente di matematica La recherche vale o non vale? E non voglio qui dibattere sulla settimana enigmistica.
 
Questo bonus che per Giannini “valorizza finalmente la professione insegnante” è il lapsus che mostra il vero volto di questa riforma. Pura immagine, patina sottile che a ogni graffio tradisce ciò che c’è sotto: il nulla da un punto di vista didattico, della qualità dell’insegnamento, del rapporto docente-discente.
«Come faccio a spiegare a mia moglie che quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?» si domandava Conrad. «Come faccio a spiegare a Renzi che quando sorseggio un bicchiere di Barolo sto studiando il Risorgimento?» domando io. Perché Cavour produceva quel vino e forse aiutò la Marchesa Falletti (che lo aveva inventato) a proteggerlo dall’insidioso attacco del francese Pinot Nero.
Ad agosto consegnerò alla dirigente scolastica scontrini della mia enoteca di fiducia. Vediamo che succede. Magari brinderemo alla salute di una vera riforma della scuola. Che ancora ha da venire, però.

TONY SACCUCCI
Insegnante e scrittore

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