Se il commissario è il commissariato

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ROMA. La vicenda del commissariamento del MIUR per il ripristino delle ore professionalizzanti negli istituti tecnici sembra essere arrivata ad una svolta. Il 5 maggio, lo ricordiamo, il TAR del Lazio aveva emesso la sentenza di ottemperanza n. 6438/2015 con la quale ordinava al Ministero dell’Istruzione di ripristinare, entro 30 giorni, le ore tagliate dalla Riforma Gelmini. In caso contrario, il MIUR sarebbe stato commissariato dal prefetto Gabrielli, che avrebbe avuto altri 90 giorni per ottemperare personalmente alla sentenza o, a sua volta, nominare un Commissario ad acta.

Il ripristino delle ore illegittimamente sottratte agli istituti tecnici si tradurrà in più cattedre per gli insegnanti e in un'offerta formativa più professionalizzante per gli alunni. Questo, tuttavia, pare non interessi a chi doveva eseguire la sentenza, altrimenti avrebbe potuto far coincidere il ripristino delle ore con l’avvio dell’anno scolastico. Ma si sa, a viale Trastevere, negli ultimi tempi, di rado il buon senso prevale sul caos.

La bella notizia è che il prefetto Gabrielli, anche lui con molta calma, ha finalmente nominato il Commissario ad acta che dovrà dare attuazione alla sentenza del TAR n. 3527/2013, quella che aveva dichiarato illegittimo il taglio delle ore professionalizzanti. La persona nominata dal Prefetto di Roma è un alto dirigente del MIUR, proprio quel MIUR che è rimasto sordo alle proteste di insegnanti, genitori e studenti che avevano manifestato contro il taglio delle ore; proprio quel MIUR che è stato condannato due volte dal TAR del Lazio e che non ha eseguito la sentenza nei tempi previsti.

Qualcuno lo ha subito chiamato commissariamento all’italiana: quello, per intenderci, in cui il commissario e il commissariato, il controllore e il controllato sono i medesimi. Quel qualcuno, evidentemente, nutre un pregiudizio: ovvero che il “commissario interno” (la dottoressa Carmela Palumbo, dirigente competente e stimata), che certo non poteva ignorare questa brutta pagina della scuola italiana, potrebbe non agire tempestivamente, diluendo ulteriormente i tempi per il ripristino delle ore tagliate. Noi invece non abbiamo pregiudizi e confidando nel senso di responsabilità del commissario le auguriamo buon lavoro. Anzi, più che buono: celere.

MARIA LUCIA TAVERNA (docente di Gessetti Rotti)

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