Scandalo Volkswagen vera spy story

  • Cosimo Croce

Due settimane fa la decisione ufficiale: Martin Winterkorn resta ad della Vw fino al 2018. Sembrava la fine della faida che lo aveva contrapposto, la scorsa primavera, a Ferdinand Piech, quando il patriarca della Volkswagen, nonché azionista di maggioranza, voleva sfiduciare Winterkorn. Ieri L’ad invece, anticipando la decisione de consiglio di sorveglianza, si è dimesso. Una conclusione che sembrava inevitabile dopo il gigantesco scandalo della truffa sulle emissioni diesel negli Usa. Insomma la testa è caduta. Resta però singolare il fatto che lo scandalo sia scoppiato durante il Salone dell’auto di Francoforte, quando gli occhi di tutto il mondo sono puntati sulla Germania... Forse a pensare male, qualche volta si si azzecca.   Winterkorn poimaveva anche osato sfidare gli Usa sul futuro elettrico del Gruppo VW, con l’annuncio delle Concept di Audi e Porsche da 500 km di autonomia proprio dal palcoscenico del Salone. Di fatto una dichiarazione di “guerra” al brand americano per eccellenza dell'elettrico, Tesla e un modo per tarpare le ali dei potenziali nuovi e annunciati arrivi nell’automotive di Google e Apple. Resta il fatto che l’inchiesta della autorità americane andava avanti da 16 mesi... E non era  un mistero che negli USA la campagna di maggior diffusione avviata dai brand tedeschi e in particolare da Vw non fossemai piaciuta.

Nel paese dei bestioni a benzina i diesel non sono mai andati a genio. Sia che sapesse o che fosse all’oscuro della tegola che rischiava di cadere sulla testa del Gruppo, forse Winterkorn ha osato troppo. E visto che il mercato Usa è storicamente l'anello debole del Gruppo, il ritiro delle auto incriminate, oltre al danno di immagine, diventerà una pesate ipoteca sulla prospettiva di centrare l’obiettivo fissato proprio da Winterkorn per il 2018: far diventare il Gruppo Volkswagen n°1 nel mondo. Infine una considerazione di carattere “politico”. Colpire la Vw con un colpo così micidiale è di fatto una dichiarazione di guerra alla Germania della Merkel. Perchè? E perché proprio ora? Lo scandalo Vw si inserisce sullo sfondo del  bracio di ferro Usa-Russia sulle forniture energetiche all’Europa? Gli Usa spingono per mettere in un angolo la Gazprom.  La Merkel sul tema tè stata chiarissima: sarebbe un harakiri  della politica economica europea. Un no che non è stato affatto digerito dall’amministrazione Usa e dagli inglesi. Insomma la politica tedesca a “favore” di Putin potrebbe essere una delle leve che ha fatto montare lo tsunami che sta investendo l’industria teutonica in questi giorni.

COSIMO CROCE

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