E ora, dopo la Volkswagen che ne dite dell'elettrico?

  • Mauro Spagnolo

La realtà ha superato la fantasia. A chi mi avesse detto, anche solo la settimana scorsa, che un colosso multinazionale come la Volkswagen avesse deliberatamente inserito a bordo di alcuni suoi modelli un meccanismo capace di attivarsi automaticamente nel corso dei test anti-smog per mantenere artificialmente bassi i valori di emissione, e farli rientrare nei parametri di legge, non avrei certamente creduto. A dir il vero le avvisaglie erano già presenti nel  recente Rapporto di Transport & Environment nel quale si denuncia che il 90% delle nuove diesel Euro 6 non sono conformi agli standard della UE, con valori che superano dalle 7 alle 22 volte i limiti di legge. La vicenda del colosso tedesco ha scoperchiato ufficialmente il vaso dei sospetti: chi è preposto al controllo delle emissioni delle auto, lo fa in modo indipendente? Sono controlli superficiali o, riguardando questioni delicate di omologazione,  test approfonditi? Perchè in alcune città USA, nonostante una flessione del numero delle auto circolanti, continuano ad essere in crescita i valori di Ossido di Azoto e delle polveri leggere? Quanti altri produttori avranno applicato la stessa strategia fraudolenta? Dinanzi a questa situazione viene spontanea la riflessione sulle difficoltà che stanno vivendo i preparativi per l’imminente Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi e sulla responsabilità che il settore dei trasporti ha sulle emissioni globali in Europa essendo la prima causa appena dopo il settore energetico. Le soluzioni concrete? A mio giudizio due: la sharing mobility, cioè la mobilità della  condivisione (car sharing, bike sharing, scooter sharing, park sharing, ride sharing, e chissà quanti ancora) e la trazione elettrica. Soluzioni sperimentate e tecnologie mature, ma che ancora debbono farsi strada tra le incertezze degli utenti e l’apatia delle amministrazioni.

Perché tante dubbi nell’appoggiare lo sviluppo della viabilità elettrica? Perché da anni attendiamo gli incentivi all’acquisto dei veicoli green, come già concessi in altri settori? Se poi imponessimo la ricarica delle batterie con energia prodotta da fonte rinnovabile potremmo parlare davvero di viabilità ad emissioni zero. Pensate come potrebbero diventare le nostre città senza emissioni…

MAURO SPAGNOLO
direttore Rinnovabili.it

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