Taglio di energia L'Italia ancora all'anno zero

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Ristrutturare 1.500 abitazioni al giorno, ovvero quasi un appartamento al minuto: è quanto dovrebbe fare l’Italia per rispettare il piano strategico dell’Ue 2050 (secondo cui entro 33 anni l’energia nell’edilizia dovrà essere ridotta dell’80%, mentre l’Europa entro il 2020 sta imponendo case a energia quasi zero). Il dato arriva dall’Osservatorio Saie che ricorda anche i dati Nomisma: sul territorio nazionale sono circa 13,6 milioni i fabbricati in attesa di recupero. Le direttive europee in materia energetica sono chiare e il nostro Paese (pur se lentamente) inizia a recepirle: dal 1 ottobre  entreranno in vigore tre provvedimenti che completeranno il quadro normativo sull’efficienza energetica negli edifici rendendo operativo l’Ape (il certificato di prestazione energetica dell’edificio) che fornirà a cittadini, amministrazioni ed operatori informazioni precise e dettagliate sull’efficienza dell’edificio e degli impianti negli appartamenti. In Italia, nonostante incentivi che spingono a ristrutturare in maniera sostenibile, c’è poca consapevolezza del fatto che ridurre i costi energetici significa aumentare il valore dell’immobile fino al al 15%.

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