Fisichella: Giubileo, il mondo ha bisogno di misericordia

  • GIUBILEO STRAORDINARIO

ROMA Il mondo ha bisogno di misericordia. Lo spiega monsignor Rino Fisichella al quale, in qualità di presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, è stata affidata da Papa Francesco la responsabilità del prossimo Giubileo. A lui il pontefice ha rivolto la lettera in cui indica gli aspetti salienti dell’Anno Santo che comincerà l’8 dicembre. 
Come sta procedendo l’organizzazione, sotto l’aspetto logistico?
Praticamente ogni giorno leggiamo sui giornali notizie riguardanti il Giubileo, ma che trattano, per la maggiore, questioni organizzative. Posso dire che la preparazione degli aspetti logistici sta procedendo anche se con ritardo, ma mi piacerebbe anche ricordare che Papa Francesco vuole principalmente richiamare al contenuto di questo Giubileo che è la Misericordia, che tutti siamo chiamati a sperimentare.
Come valuta la preparazione di Roma? La collaborazione con le amministrazioni? 
Roma è una città abituata ad accogliere, lo ha sempre fatto e lo farà ancora. Sono convinto che, anche in questa occasione, la città sarà all’altezza della situazione.
Chiesa e parrocchie sono pronte? Cosa faranno di particolare?
In questi giorni ci stanno arrivando molte segnalazioni di iniziative legate al Giubileo, da parte di Diocesi e parrocchie di tutto il mondo. Ogni realtà, secondo le proprie caratteristiche, sta cercando di prepararsi a vivere al meglio questo Anno Santo. Senza scendere nel dettaglio, posso però dire che questo Giubileo ha creato grande entusiasmo in tutta la Chiesa. 
Quali saranno gli eventi più significativi?
È stato reso pubblico un calendario con i principali eventi dell’Anno Santo qui a Roma, con la presenza del Santo Padre. Tra tutti mi permetto di sottolineare il Giubileo dei Carcerati, che avrà luogo il 6 novembre 2016. A differenza degli Anni Santi precedenti, in cui si celebrava il Giubileo nelle carceri, per la prima volta i detenuti, secondo le possibilità loro concesse, saranno chiamati a celebrarlo insieme al Santo Padre nella Basilica di San Pietro.
Perché Papa Francesco ha indetto questo Giubileo e cosa vuole ottenere?
Papa Francesco ha indetto un Giubileo Straordinario, quindi non legato ad alcuna scadenza particolare, perché è sua intenzione, in un periodo caratterizzato da violenza ed egoismo, far porre a tutti l’attenzione sul perdono e sulla misericordia. Di questi, forse più che in altri momenti, ce n’è davvero bisogno.
Ci spiega in parole semplici il concetto di indulgenza?
L’indulgenza è il perdono totale dei peccati. Il peccato, anche se assolto con la confessione, lascia una sorta di “cicatrice” che, necessariamente, ci portiamo dietro. Il poter ricevere l’indulgenza è la possibilità di essere guariti anche da questa ulteriore ferita e farla scomparire pienamente. 
In cosa consiste la novità sull’assoluzione dall’aborto?
Ordinariamente può assolvere quanti hanno procurato l’aborto solamente il Vescovo Diocesano. Il Vescovo, a sua volta, può concedere tale facoltà ad altri sacerdoti, per un periodo di tempo o anche a tempo indeterminato. Il Santo Padre è un profondo conoscitore del nostro tempo e sa quanto dolore possa infliggere questo peccato così grave. Per questo, in occasione del Giubileo, perché la misericordia di Dio si estendesse a quante più persone, ha deciso di estendere questa facoltà a tutti i sacerdoti. 
Il Papa insiste molto sulla vicinanza anche fisica della Chiesa ai fedeli: lo ha fatto con la riforma del processo di nullità matrimoniale e lo fa nel Giubileo sottolineando che l’indulgenza si può ottenere in tutte le Diocesi. Allora perché venire a Roma?
Papa Francesco ha sottolineato più volte, offrendone anche gli strumenti, come ho detto prima, di vivere il Giubileo nelle proprie Chiese locali. Questo per sottolineare, anzitutto, che la misericordia non deve essere qualcosa da sperimentare straordinariamente, ma piuttosto nell’ordinarietà del quotidiano. Il Pellegrinaggio a Roma, comunque, riveste sempre il grande significato per venire a pregare sulla tomba dell’Apostolo Pietro. Pertanto, anche in questo Giubileo, venire a Roma, per chi lo può fare, rappresenta un ulteriore segno di comunione con il Successore di Pietro e con la Chiesa tutta.

OSVALDO BALDACCI

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